Campania, la legge sull’accensione dei riscaldamenti: ore e città

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Con l’arrivo del primo freddo in Campania, tornano puntuali gli interrogativi dei cittadini: quando si potranno accendere i riscaldamenti? E per quante ore al giorno? La questione riguarda da vicino le province di Napoli, Salerno, Avellino, Caserta e Benevento, dove la normativa segue un calendario preciso stabilito a livello nazionale, ma con margini di intervento da parte dei singoli Comuni.

Secondo il DPR 74/2013, il limite massimo di temperatura negli ambienti riscaldati è di 20°C, con una tolleranza di due gradi in più o in meno. Superare questa soglia può comportare sanzioni. Inoltre, i termosifoni possono essere accesi solo dopo le 5 del mattino e devono essere spenti entro le 23.

I sindaci hanno comunque la facoltà di posticipare o anticipare la data di accensione e spegnimento dei riscaldamenti in base alle condizioni climatiche: se le temperature restano più alte del previsto l’avvio può essere rinviato, se invece il freddo arriva prima la stagione termica può essere anticipata.

Zone climatiche: cosa cambia per la Campania

La normativa nazionale suddivide l’Italia in zone climatiche a seconda della media delle temperature annuali. La Campania è divisa principalmente tra zona C e zona D, con regole differenti per durata giornaliera e periodo di accensione.

Zona C – Napoli, Salerno, Caserta, Benevento

Le città di Napoli, Salerno, Caserta e Benevento rientrano nella zona climatica C. In questi territori i riscaldamenti potranno essere accesi dal 15 novembre e rimanere in funzione fino al 31 marzo, per un massimo di 10 ore giornaliere. Questo significa che i condomìni e le abitazioni private potranno attivare gli impianti solo in questa finestra temporale e rispettando le ore stabilite.

Zona D – Avellino

La provincia di Avellino rientra invece nella zona climatica D, caratterizzata da inverni più rigidi. Qui i termosifoni potranno essere accesi dal 1° novembre fino al 15 aprile, per un massimo di 12 ore al giorno. Una deroga che rispecchia le esigenze di territori interni e montani, dove le temperature scendono più velocemente.

Comuni e sindaci possono intervenire

Sebbene le date siano fissate dal DPR 74/2013, ogni Comune ha la possibilità di intervenire con ordinanze specifiche:

  • Anticipare l’accensione se il freddo arriva prima del previsto;
  • Prolungare il periodo di utilizzo se le temperature restano basse anche oltre la data di spegnimento;
  • Posticipare l’avvio se l’autunno è particolarmente mite.

Questo significa che i cittadini di Napoli, Salerno, Caserta, Benevento e Avellino dovranno seguire anche gli aggiornamenti dei propri Comuni, che potrebbero modificare le scadenze sulla base delle condizioni meteorologiche.

Temperature e controlli

Oltre alle date, è importante ricordare che la temperatura massima consentita negli ambienti è di 20°C, con una tolleranza di due gradi. Impianti e condomìni devono adeguarsi a questi limiti per evitare sprechi energetici e possibili sanzioni.

Le fasce orarie restano obbligatorie: i riscaldamenti possono essere accesi solo dalle 5 alle 23. Questo vincolo serve a ridurre i consumi e ottimizzare l’uso delle risorse energetiche.

In Campania, dunque, il calendario per i riscaldamenti vede Napoli, Salerno, Caserta e Benevento partire il 15 novembre per 10 ore giornaliere fino al 31 marzo, mentre Avellino potrà accendere i termosifoni già dal 1° novembre per 12 ore fino al 15 aprile.
Un quadro che rispecchia le diverse condizioni climatiche delle province campane, con la possibilità di intervento dei Comuni per adattarsi alle esigenze dei cittadini.

Prima di programmare l’accensione degli impianti, è sempre consigliabile verificare eventuali ordinanze locali e ricordare i limiti di temperatura previsti dalla legge: un comportamento corretto consente di risparmiare energia, tutelare l’ambiente e garantire maggiore sicurezza.