Secondo alcune testimonianze raccolte tra membri della comunità, esisterebbero contributi mensili destinati a sostenere l’arrivo di nuovi connazionali a Pagani.
di Marco Visconti
La notizia ufficiosa riguardante la lite religiosa tra 2 cittadini indiani, che avrebbe poi provocato l’incendio dell’abitazione al quinto piano del palazzo Califano, sarebbe stata diffusa da un parroco indiano, uno dei responsabili della comunità indiana di Pagani. Si potrebbe considerare la notizia verosimile, ma altrettanto fondata potrebbe essere l’indiscrezione secondo cui la lite tra i 2 indiani sarebbe legata a questioni di natura economica. Ogni mese, infatti, gli indiani presenti a Pagani dovrebbero versare un obolo a un referente religioso per aiutare i nuovi arrivati a stabilirsi in città.
La notizia è stata confermata da più membri della comunità, tra cui uno che ha dichiarato di versare 50 euro mensili. La lite, secondo questa versione, sarebbe scaturita proprio dalla volontà di uno dei due di non versare tale contributo. Abbiamo parlato con uno dei referenti religiosi per comprendere meglio la situazione: padre Joby ha affermato che la lite non è scaturita da motivi economici, ma non ha neppure confermato la tesi iniziale secondo la quale la discussione sarebbe nata per ragioni religiose. Intanto, sono ancora in corso le indagini da parte dei carabinieri. Attraverso padre Joby abbiamo appreso che i 2 indiani avrebbero litigato in piazza Sant’Alfonso: uno sarebbe stato colpito alla testa e l’altro, per difendersi, avrebbe reagito accoltellandolo.
Per ottenere ulteriori informazioni ci siamo rivolti all’amministratore del condominio dei palazzi Califano, chiedendo se in precedenza fossero state registrate liti tra cittadini indiani, attenendoci a quanto riferito dal condomino del sesto piano, l’amministratore ha spiegato di non aver ricevuto alcuna segnalazione in merito. Inoltre, ha dichiarato di non sapere con certezza quanti fossero gli indiani che soggiornavano nello stabile. Alla domanda sui danni riportati, l’amministratore ha spiegato: “Che io sappia, solo l’appartamento superiore ha subito danni. Quanto a quello adiacente, pare che uno degli indiani sia passato da un altro appartamento per uscire all’esterno. La proprietaria ha lamentato l’accaduto, avendo trovato tracce di sangue nella sua abitazione. L’appartamento al quinto piano, invece, non risulta sottoposto a sequestro”.
Sempre tramite l’amministratore abbiamo appreso che uno degli indiani si sarebbe dato alla fuga passando dall’appartamento del vicino. Non è chiaro, al momento, se sia stato catturato dalle forze dell’ordine, che stanno ancora raccogliendo informazioni prima di esprimersi ufficialmente. Secondo i dati Istat del 2024, a Pagani risiederebbero 231 cittadini indiani, anche se la loro presenza sembrerebbe visibilmente più numerosa. Essi contribuirebbero economicamente al sostentamento di presunti referenti religiosi, i quali, a loro volta, aiuterebbero altri connazionali a stabilirsi in città. Sulla base delle indiscrezioni raccolte e dei dati Istat, considerando che ogni persona verserebbe 50 euro al mese, il totale ammonterebbe a circa 11.550 euro mensili.
Nel frattempo, altri indiani, ben integrati nel territorio, svolgerebbero il ruolo di mediatori per trovare alloggi e posti di lavoro ai nuovi arrivati. Tutto ciò alimenterebbe un sottobosco illegale che, secondo alcune testimonianze, troverebbe complicità anche tra cittadini paganesi. Tale fenomeno sembra tuttavia passare inosservato alla comunità locale, nonostante i centri storici siano sempre più abitati da stranieri. A tutto questo si aggiunge la difficoltà di integrazione nel tessuto socio-culturale cittadino: capita spesso che alcuni indiani non rispettino le regole stradali, anche per mancanza di conoscenza della lingua, della cultura e delle norme italiane.
Nonostante esistano realtà che si occupano di integrazione, queste sembrano avere un’influenza limitata.
Infine, nei giorni scorsi sull’albo pretorio del Comune di Pagani è stato pubblicato un documento dell’ufficio anagrafe, dal quale risulta l’annullamento del permesso di soggiorno di un cittadino indiano residente nel centro città, nonostante la data riportata sul documento fosse antecedente al mese di luglio.

