Castellammare di Stabia si trova di fronte a un passaggio decisivo, ma a mancare – secondo Base Popolare Democratici e Progressisti – è la chiarezza sulle priorità e sugli obiettivi che l’amministrazione dovrebbe perseguire. In due documenti diffusi nelle ultime settimane, il gruppo consiliare ha messo nero su bianco un’analisi severa sullo stato della città e sugli errori accumulati negli anni, indicando al contempo la necessità di un confronto vero, in Consiglio e con la cittadinanza.
Il primo segnale è arrivato con l’approvazione in Consiglio comunale, lo scorso 30 settembre, del “Piano Spiagge”, definito da BP una buona notizia per il recupero di un bene comune a lungo negato alla città. “Abbiamo scelto il voto favorevole – scrivono i consiglieri – per rispetto al lavoro svolto e per non seminare divisioni, nonostante le domande rimaste senza risposta, come quella sulla spiaggia assegnata a Marina di Stabia o sulle concessioni balneari”. Il gruppo rivendica il contributo dato in commissione e in aula per migliorare l’atto, ma avverte: ora serve una visione complessiva che guardi al waterfront, alla riconversione di immobili pubblici, al futuro di Fincantieri, allo sviluppo dei porti, alla mobilità e ai servizi.
Ma l’attenzione di BP non si ferma al mare ritrovato. In una nota indirizzata al sindaco e alla coalizione, intitolata significativamente “La chiarezza che manca”, i consiglieri elencano uno ad uno i dossier rimasti sospesi: dal PUC al Piano spiagge, dall’impiego dei fondi Pnrr e Cis (che toccano progetti cruciali come Savorito e Antiche Terme) fino alle risorse per Fincantieri e il Porto. In ballo ci sono – sottolineano – oltre 100 milioni di euro che rischiano di andare persi o di restare bloccati, “più di quelli ottenuti a suo tempo con il Contratto d’Area”.
Il documento scava nei dettagli: i 35 milioni stanziati nel 2019 per Porto Antico e Fincantieri mai utilizzati; i 15 milioni per il quartiere Savorito messi a rischio da errori procedurali; i 12 milioni per le Antiche Terme fermi dopo il parere parziale della Soprintendenza; i fondi Pnrr per i porti, da cui Castellammare non ha ricavato neppure un intervento sugli storici silos; i 30 milioni del Cis per la linea Gragnano-Castellammare-Torre Annunziata che coprono solo parte dell’opera. A tutto questo si aggiungono i problemi della sanità con le criticità del San Leonardo, il nodo dei rifiuti con un appalto da 60 milioni e bollette pesanti per i cittadini, e le questioni legate a Marina di Stabia, al Faito e al dissesto idrogeologico.
“Castellammare merita rispetto – scrive BP –. Ma farci ascoltare dipende anche da noi, dalla capacità di presentare progetti concreti e un serio programma di sviluppo. Non possiamo accontentarci di inaugurazioni in pompa magna di opere in ritardo di sei anni o di annunci non veritieri come quello sull’abbattimento dei silos”.
Il gruppo insiste sulla necessità di un masterplan complessivo, che tenga insieme il recupero delle Antiche Terme, la rigenerazione delle aree portuali e militari, le sorgenti e le piazze storiche, fino all’idea di un “Parco delle Acque” collegato ai Monti Lattari. E avverte: “Speriamo che la priorità non diventi solo risolvere equilibri interni alla giunta. Castellammare ha davanti un’occasione irripetibile, ma servono programmazione e coraggio nelle scelte”.
La sfida, dunque, è tutta nel passaggio dalle parole ai fatti. Per BP-Democratici e Progressisti la rotta è chiara: non si tratta di rivendicare posti in giunta, ma di aprire un percorso di confronto reale per evitare che le grandi risorse disponibili si trasformino nell’ennesima occasione mancata.

