Arrivato con l’arduo compito di sostituire quello che probabilmente è uno tra i migliori allenatori della storia della Juve Stabia, Ignazio Abate si è subito calato alla perfezione nella nuova realtà nonostante si trattasse anche per lui della prima esperienza da allenatore in Serie B.
L’ex allenatore della Ternana ha raccolto una squadra che poteva rischiare di avere la sindrome della pancia piena dopo il quinto posto e la finale play-off sfiorata la scorsa stagione ma insieme al lavoro di Lovisa è riuscito a ribaltare completamente la situazione, aggiungendo pezzi pregiati come Correia, Gabrielloni, Confente e Carissoni e il solito mix di giovani che sgomitano e alzano intensità e livello degli allenamenti.
La sua Juve Stabia ha la stessa aggressività e ferocia nel recupero palla che aveva con Guido Pagliuca ma in fase di possesso la squadra ha una marcia più bassa, preferisce prima consolidare il possesso e arrivare al gol in maniera ragionata piuttosto che proporre transizioni rapidissime dopo il recupero palla. Calciatore emblema di questo cambio di paradigma è Giuseppe Leone, tornato ai livelli della sua prima stagione a Castellammare dopo che nel finale della scorsa era finito spesso ai margini del progetto tecnico.
Evitando ogni sorta di proclamo e paragoni eccessivi, c’è già un dato in cui Abate sta battendo il suo predecessore: mai, nelle sue sette stagioni in Serie B, la Juve Stabia era imbattuta dopo 6 partite e mai aveva raccolto così tanti punti. La scorsa stagione la Juve Stabia chiudeva la sesta giornata con 8 punti e due sconfitte consecutive contro Palermo e Modena subendo 6 reti, meno di quelle che ha subito in questa stagione in tutte le giornate. Chi ben comincia…

