Un gesto “vigliacco e criminale”, così il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito l’intimidazione subita da don Maurizio Patriciello, sacerdote da anni in prima linea contro i clan di Caivano. La premier, insieme al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha espresso solidarietà e sostegno al parroco, diventato simbolo del coraggio civile nelle periferie più difficili.
Mattarella ha parlato di “vicinanza e solidarietà” dopo quello che ha definito un “grave gesto intimidatorio”. Un messaggio subito rilanciato anche da altri esponenti politici. Meloni ha ribadito che lo Stato non farà mai un passo indietro e resterà al fianco di chi, come don Patriciello, rappresenta dedizione alla legalità e alla comunità.
Le reazioni bipartisan sono state numerose. Matteo Salvini ha condannato con forza “un episodio vergognoso”, assicurando che le istituzioni non cederanno di fronte alle mafie. Anche il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha espresso solidarietà, parlando di un “tentativo di intimidazione che non fermerà la battaglia per la giustizia”. Parole di sostegno sono arrivate inoltre dal ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha definito l’attacco “un’offesa non solo al sacerdote, ma a tutta la comunità che si batte per la legalità”.
La vicenda ha riportato l’attenzione sul ruolo di don Patriciello, punto di riferimento per il quartiere e protagonista negli anni di battaglie sociali, culturali e civili. Minacciare chi difende i più deboli, hanno sottolineato i rappresentanti delle istituzioni, significa colpire i valori stessi della democrazia.
Il sindaco metropolitano di Napoli Gaetano Manfredi e l’eurodeputato Roberto Fico hanno ribadito la necessità di sostenere il sacerdote non solo con la solidarietà, ma con azioni concrete per garantire sviluppo, sicurezza e nuove opportunità ai territori segnati dal degrado.
Da Caivano e da tutta Italia si è levata una sola voce: quella della vicinanza. Il messaggio che arriva dalle istituzioni è chiaro. Lo Stato è al fianco di chi resiste alla criminalità e non intende lasciare solo chi, come don Maurizio, da anni rappresenta un presidio di legalità, speranza e riscatto civile.

