Castellammare, don Ciotti ai giovani: non separe etica da estetica

0
135

L’intervento all’interno del Festival della bellezza e della libertà, organizzato dal presidio di Libera della città


La location quella delle Antiche Terme di Castellammare di Stabia come sempre suggestiva, un pezzo di storia e del passato glorioso della città che da memoria storica per una sera diventa grembo di futuro, illuminato dalla passione e dall’energia dei giovani, capaci di intrecciare cura, bellezza e speranza.

Molti momenti significativi che i giovani hanno voluto consegnare alla città e al futuro a partire da quelli dell’IstitutoFerrari con le le ragazze hanno sfilato con abiti da loro stessi ideati e realizzati; non semplici creazioni di stoffa, ma messaggi concreti: denunce contro la violenza sulle donne, inviti alla custodia del creato, richiami a relazioni autentiche e profonde, alternative alla superficialità che spesso caratterizza la nostra società.
Significativa la performance degli studenti del liceo scientifico, che hanno portato sul palco il processo al giornalista Peppino Impastato.
Una rievocazione che non è rimasta confinata nella memoria storica, ma si è fatta impegno vivo, testimonianza e invito a resistere alle ingiustizie che ancora segnano la nostra storia.

L’imprimatur sulla serata è stato messo da don Luigi Ciotti fondatore di Libera che con il suo intervento passionale ha voluto rimarcate come etica ed estetica non possono vivere separate tra loro, dove la bellezza non è un lusso, ma un’espressione concreta di giustizia e verità.

Il sacerdote ha poi parlato del rischio di commuoversi senza muoversi, di preoccuparsi senza occuparsi, accendendo un riflettore su come le mafie si nutrano non solo di traffici illeciti, ma anche delle nostre indifferenze quotidiane.

Un monito il suo per dire che l’entusiasmo senza responsabilità è fragile, la sensibilità senza azione è vana.

Una denuncia la sua ma anche un incoraggiamento e una speranza, parole dedicate ai giovani linfa del domani: non smettere di credere, non lasciarsi rubare la speranza, custodire la libertà e la bellezza come cammini quotidiani, non come traguardi acquisiti.