La Polizia di Stato di Verona ha arrestato due giovani napoletani di 18 e 19 anni, accusati di tentata truffa aggravata ai danni di una 61enne veronese. I due avrebbero messo in atto la ormai tristemente nota tecnica del “finto incidente”, riuscendo a terrorizzare la vittima con una telefonata ingannevole.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la donna era stata contattata nella sua abitazione da uno dei truffatori che, fingendosi il figlio, le ha raccontato di essere stato arrestato dai Carabinieri per aver provocato un grave incidente. Poco dopo, è intervenuto al telefono un complice che si è spacciato per maresciallo dei Carabinieri, convincendola che il figlio avrebbe rischiato il carcere per aver causato lesioni gravissime a una bambina di 4 anni.
Per “evitare l’arresto” e pagare le presunte spese legali, i due giovani hanno chiesto alla donna la consegna immediata di 17mila euro o di qualsiasi somma di denaro e gioielli disponibili. La vittima, spaventata, si è rivolta al marito che ha prontamente allertato il 113.
Gli agenti della Squadra Mobile, Sezione Reati contro il Patrimonio, hanno predisposto un controllo mirato, riuscendo a individuare e bloccare i due truffatori. Fermati e interrogati, i giovani hanno ammesso le loro responsabilità e sono stati arrestati. Entrambi si trovano ora nel carcere di Montorio a disposizione dell’autorità giudiziaria.

