La città vive una giornata di tensione e mobilitazione per lo sciopero generale proclamato in solidarietà con Gaza. Migliaia di studenti e attivisti hanno sfilato nel centro, tra piazza Mancini e piazza Municipio, bloccando per ore la viabilità e creando forti disagi alla circolazione.
Un foltissimo gruppo di manifestanti composto da giovani e membri dei sindacati di base, hanno “forzato” l’ingresso nella Stazione Centrale di Napoli per portare la protesta anche in uno degli snodi principali della città. Il blocco è durato circa una 20ina di minuti con i membri del corteo che sono arrivati fino ai binari. La circolazione, ovviamente, è stata rallentata in particolare per i treni veloci e regionali che hanno subito qualche ritardo. Qualche problema anche alla stazione della Circumvesuviana di Ercolano-Scavi, dove diversi turisti che dovevano andare a Napoli e che non sapevano dello sciopero, sono rimasti bloccati.
Il cuore della protesta non è stato solo nei numeri ma anche nei gesti: durante i cortei sono state incendiate bandiere e cartelloni raffiguranti i leader politici ritenuti responsabili del conflitto, in particolare le immagini del premier israeliano Benjamin Netanyahu e della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. L’atto, accolto con applausi dai manifestanti, ha inevitabilmente suscitato polemiche e reazioni indignate, diventando il simbolo della giornata.
Parallelamente, lo sciopero ha messo in ginocchio il trasporto pubblico. La metropolitana di Napoli, le funicolari e gran parte delle linee di bus e tram hanno subito interruzioni o forti riduzioni del servizio, con migliaia di pendolari costretti a cambiare programmi. Anche i treni hanno registrato ritardi e cancellazioni, in alcuni casi dovuti ai blocchi organizzati da gruppi di studenti.
I manifestanti hanno ribadito la necessità di “dare voce a chi non ne ha”, denunciando le condizioni drammatiche a Gaza e accusando il governo italiano di immobilismo. Dall’altra parte, cittadini e commercianti lamentano l’impatto delle proteste sulla vita quotidiana, tra traffico paralizzato, scuole in difficoltà e attività rallentate.
La mobilitazione continuerà fino a tarda sera con presidi in diverse zone della città. Al di là delle posizioni politiche, resta l’immagine delle bandiere bruciate in strada: un gesto che sintetizza la rabbia dei manifestanti ma che al tempo stesso alimenta il dibattito sulla forma e i limiti della protesta. Regolare a Napoli il servizio delle due linee della metropolitana, cancellazioni e ritardi per i treni regionali, soppresso il 20 per cento dei treni della Circumvesuviana in partenza dalla stazione di Napoli, pochi i disagi per gli utenti dell’alta velocità. Questa la situazione del trasporto pubblico nel capoluogo partenopeo, dove lo sciopero proclamato dall’Usb non sta provocando al momento gravi conseguenze sulla mobilità.
Secondo quanto comunicato dall’ Usb, le adesioni tra gli addetti dell’ Anm sono “altissime, in particolare sulle linee afferenti al deposito Cavalleggeri (Pianura, Fuorigrotta, Vomero, Posillipo) e all’Eav dove, dopo la fascia di garanzia, chiuderanno le linee flegree (Cumana e Circumflegrea)”. Secondo le prime fonti sarebbe chiusa la funicolare di Chiaia e gli ascensori. Per la Funicolare di Montesanto, si stanno effettuando solo corse dirette
“Bruciare gli accordi con Israele”. É la richiesta rivolta all’università Federico II dai manifestanti che stanno partecipando al corteo. Arrivati davanti all’ateneo, i manifestanti hanno esposto un lungo striscione e acceso dei fumogeni. “Oggi facciamo quello che il nostro Governo non ha fatto in questi due anni – ha affermato uno dei rappresentanti parlando al megafono – bruciamo gli accordi fra le università italiane e chi sta compiendo il genocidio in Palestina. Davanti al silenzio dei nostri governanti, il grido degli studenti è chiaro: siamo noi che dobbiamo liberare le nostre università da questa classe che governa”. I manifestanti hanno annunciato una ulteriore iniziativa: “le università saranno occupate qualora la Flottila che si sta dirigendo verso Gaza dovesse essere bloccata”.

