Le foto che pubblichiamo oggi parlano da sole. E basterebbero per raccontare il disgusto di una intera città davanti ad una scena come questa.
Sono 15 circa le lapidi che stamattina sono state prese di mira da persone che, senza alcuno scrupolo, le hanno prese a picconate o con qualsiasi altro oggetto abbastanza appuntito per romperle. L’atto vandalico che si è consumato al cimitero di Pagani, però di “vandalico” ha purtroppo ben poco: dalle tombe mancano i vasi in ottone. Merce che va a circa 2 euro al kg. Basterebbero dieci, venti, trenta kg per mettere in tasca un (bel?) po di soldi.
“Quando me l’hanno comunicato non ci credevo – ha dichiarato il dirigente Alfredo Amendola – ma quando sono arrivato e mi sono ritrovato sotto gli occhi questo scempio sono rimasto senza parole. Le lapidi rotte sono di defunti morti nel 2004, le cui tombe si trovano subito dopo la pietà, al lato sinistro. E ne sono circa 15. Ho avvertito il sindaco, che era al Vescovado a Nocera Inferiore per una manifestazione, e l’ingegnere Tramontano, si sono subito precipitati”.

E adesso? “Le lapidi si dovrebbero aggiustare – ha spiegato Amendola – ma siccome dopo 10 anni si può procedere all’estumulazione, la mia proposta è stata quella di contattare le famiglie e di avviare con loro le dovute procedure. Più che riparare, riesumeremo le salme così come previsto dalle normative e cercheremo di non far pagare alle famiglie queste operazioni”.
Il disgusto in città è tanto. E in tutto questo, fa riflettere il commento di Ernesto Saturno: “da quando non ci siamo più noi – ha detto – il cimitero è diventato terra di nessuno”. A Pagani, invece, in tanti si sono posti una sola domanda: si può davvero arrivare a profanare tombe a margine di un guadagno così discutibile?

