La consigliera regionale indipendente Marì Muscarà denuncia un presunto sistema di incarichi pubblici “a peso d’oro” in Campania, accusando enti come Eav e Asl di finanziare, di fatto, la campagna elettorale di un ex sindaco ora candidato alle prossime elezioni regionali.
Il centro della polemica è l’avvocato Buonajuto, che si è appena dimesso dalla carica di sindaco per correre nella lista di Matteo Renzi. Secondo la denuncia di Muscarà, l’avvocato avrebbe ricevuto due incarichi retribuiti da Eav, ente pubblico già in difficoltà economiche. I contratti, firmati tra luglio e settembre 2025, ammonterebbero rispettivamente a 14.317 e 13.395 euro per la gestione di contenziosi di lavoro. A questo si aggiungerebbe un ulteriore incarico dall’Asl Napoli 2, portando il totale a oltre 30.000 euro a carico dei cittadini.
“Basta campagne elettorali pagate con soldi pubblici”
Marì Muscarà sottolinea l’enorme disparità tra questi incarichi e la retribuzione di un lavoratore comune. “Un lavoratore che fa l’Oss”, dice la consigliera, “deve superare un concorso, lavorare turni massacranti e guadagna a malapena 1.200 euro al mese. Qui, invece, basta avere la tessera giusta e l’amico giusto”. Muscarà non risparmia le critiche né al beneficiario degli incarichi né a chi li ha concessi, definendo “scandaloso” l’uso delle istituzioni come “sportelli bancomat”.
La consigliera conclude il suo intervento definendo l’accaduto come un “mestiere di opportunisti”, che scappano dalle loro responsabilità lasciando macerie e caricando i costi sulle spalle dei più deboli. “La Campania non ha bisogno di professionisti della poltrona, ma di trasparenza e rispetto delle regole”, ha affermato, chiedendo che si metta fine alle campagne elettorali finanziate con soldi pubblici.

