Colpo al clan Fezza/De Vivo: a pochi giorni dal blitz dell’Antimafia che ha decapitato i vertici dell’organizzazione criminale attiva nel territorio dell’Agro nocerino, si registrano le prime scarcerazioni. Sono quattro gli indagati rimessi in libertà dopo gli interrogatori di garanzia, tra cui due fratelli di Angri, uno dei quali appena quindicenne.
Il minorenne, coinvolto attivamente nel gruppo criminale nonostante la giovane età, era stato considerato perfettamente integrato nel sistema criminale smantellato dalla DDA di Salerno e dal GIP Pietro Indinnimeo. Difeso dall’avvocato Giovanni Vitale, il ragazzo è stato trasferito in una comunità non detentiva ad Airola, dove inizierà un percorso di recupero e riabilitazione.
Anche il fratello maggiore, 19 anni, è stato scarcerato dalla Casa Circondariale di Salerno dopo l’interrogatorio. Entrambi, assistiti dai legali Giovanni Vitale e Giovanni Pannagello, hanno fornito versioni ritenute credibili, contribuendo a ridimensionare le accuse a loro carico.
Gli arresti erano scattati nell’ambito di un’ampia operazione che aveva portato alla cattura di oltre 80 persone, accusate a vario titolo di estorsione, traffico di droga e associazione mafiosa. Le indagini, iniziate nel 2022, avevano svelato l’esistenza di un sistema criminale ben strutturato, con compiti e ruoli definiti, legato alla storica criminalità dell’Agro.
Tra gli altri scarcerati anche Giovanni Annunziata, Gerardo Ferraioli e Angelo Angrini, accusati di estorsione e traffico di stupefacenti. In attesa di ulteriori sviluppi, il lavoro della DDA prosegue per completare il quadro probatorio e definire le posizioni di tutti gli indagati.
Secondo quanto riferito dalla Procura, il coinvolgimento di soggetti giovanissimi dimostra ancora una volta come la criminalità organizzata continui a reclutare minorenni, sfruttandone l’età per sottrarli più facilmente all’attenzione della giustizia.

