San Matteo 2025: Salerno celebra il suo patrono

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Ogni 21 settembre, la città rinnova il suo legame con San Matteo Apostolo ed Evangelista, patrono e simbolo di appartenenza collettiva. La festa, che affonda le radici in una tradizione secolare, unisce liturgia e folklore, sacro e popolare, trasformandosi in un evento che va oltre il rito religioso.

Il cuore della festa: la processione

La processione solenne resta il momento più atteso: le statue dei Santi Martiri e l’imponente statua d’argento di San Matteo attraversano le vie del centro storico, accolte da migliaia di fedeli. L’arrivo al Duomo, con la tradizionale corsa finale sulla scalinata, rappresenta un gesto di devozione e di gioia collettiva che emoziona ogni anno i salernitani. Non è solo un atto di fede, ma un rito identitario che lega generazioni diverse.

Tra sacro e profano

Accanto alle celebrazioni religiose, la festa patronale si arricchisce di tradizioni popolari: bande musicali, luminarie, fuochi d’artificio e soprattutto la gastronomia tipica. Dalla “meveza ‘mbuttunata” – piatto povero ma simbolico della festa – alle fritture di pesce fino alla storica sfogliatella di Pantaleone, ogni sapore racconta una parte dell’anima cittadina.

La trasmissione ai giovani

L’edizione 2025 ha dedicato uno spazio particolare al coinvolgimento delle nuove generazioni. Con il progetto “San Matteo Open Day”, le scuole sono state protagoniste di momenti di approfondimento sulla figura dell’Evangelista e sulla storia delle reliquie custodite nel Duomo. Un’iniziativa pensata per trasmettere ai giovani il senso di una festa che non è solo religiosa, ma anche civica e culturale.

Il significato di una ricorrenza

La festa di San Matteo coincide con il periodo dell’equinozio d’autunno e porta con sé un forte simbolismo di cambiamento e rinascita. Per i salernitani, il 21 settembre non è una semplice data sul calendario, ma il giorno in cui la città si riconosce come comunità, stringendosi attorno al suo patrono e al suo passato.

San Matteo non è soltanto il protettore della città: è il filo che lega storia, fede e identità, e che ogni anno ricorda a Salerno la forza delle sue radici e la capacità di rinnovarsi guardando al futuro.