De Bruyne da idolo ad agnello sacrificale: la notte di King Kev con il Napoli in Champions

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La gara del debutto in Champions League del Napoli al “Etihad Stadium” contro il Manchester City aveva il sapore di qualcosa di molto più che una partita. Per Kevin De Bruyne, era il ritorno a casa: il campione belga, dopo anni da protagonista con la maglia dei Citizens, ora veste quella azzurra e si presentava davanti al suo pubblico “di una vita”. Accoglienza calorosa, applausi, striscioni: “King Kev, once a Blue, always a Blue”. La partita però ha preso una piega diversa già al 21° minuto, quando il capitano del Napoli Giovanni Di Lorenzo ha atterrato Haaland in una situazione che, dopo l’intervento del VAR, è stata giudicata da ultimo uomo e sanzionata con cartellino rosso diretto. Il Napoli è rimasto in dieci, e da quel momento si è capito che (nonostante l’ottimo inizio) sarebbe stata una serata molto dura.

Pochi minuti dopo l’espulsione, Antonio Conte ha preso una decisione forte: togliere De Bruyne al 26′. L’allenatore ha cambiato assetto subito, sostituendo KDB con Mathías Olivera, per coprirsi, difendere meglio e cercare di limitare i danni fisici e tattici di giocare in inferiorità numerica. Non è stata una scelta facile né scontata, considerando il significato emotivo della serata: per De Bruyne era il ritorno all’Etihad, da ex e quasi leggenda del club. Nonostante ciò, il belga ha accettato la decisione senza proteste, dirigendosi verso la panchina con rispetto. Alla fine, però, non è servito: il Napoli ha perso 2-0 in una serata nella quale il Guardiolismo è stato travolgente.

De Bruyne tra applausi e amarezza

I tifosi del City lo hanno applaudito dall’inizio, omaggiandolo per il trascorso glorioso. Ma la sua presenza ha pesato poco tatticamente, dopo l’espulsione di Di Lorenzo. Giocare contro il Manchester City in 11 era già una sfida, in 10 è diventata quasi impensabile. De Bruyne è stato “vittima” della circostanza tattica: Conte ha capito che serviva copertura, equilibrio, sacrificio difensivo. Nonostante le difficoltà, il Napoli ha resistito quanto più ha potuto, concedendo poco, con Milinkovic-Savic che ha compiuto interventi decisivi. Ma senza energie fisiche né superiorità numerica, il City alla fine ha fatto valere la sua qualità, segnando con Haaland e poi con Doku.

Le parole di Conte per incoraggiare de Bruyne

L’allenatore ha spiegato che togliere De Bruyne è stata una decisione obbligata: “Era l’unica cosa che potevo fare”, ha detto, ammettendo che dispiace aver privato KDB di poter giocare più minuti, soprattutto nel suo ritorno. Però anche lui ha riconosciuto la serietà del gruppo, l’impegno dei giocatori, la mentalità mostrata, nonostante tutto.