Regionali, De Luca consigliere? La risposta è da incorniciare

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"Chi mi vuole votare, mi vota": De Luca se ne frega di PD e campo largo e vuole tornare sindaco di Salerno
mn24.it

Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, gioca ancora di fioretto sulla sua possibile candidatura a consigliere regionale alle prossime elezioni. Ospite di Realpolitik su Rete4, ha preferito non sbilanciarsi, liquidando la domanda con un’ironia tagliente:
«Perché volete togliere la sorpresa ai miei concittadini?».

Dietro la battuta, però, non è mancata la riflessione politica. De Luca ha colto l’occasione per lanciare un nuovo affondo contro il livello del dibattito attuale: «Vorrei dedicarmi alla letteratura per sottrarmi alla barbarie della politica odierna, ma anche discutere seriamente di programmi. Vorrei chiedere a chi si candida: cosa pensate di fare per la sanità, l’ambiente, il lavoro, le politiche sociali? Mentre noi parliamo, i giovani continuano ad emigrare. Da qui a vent’anni perderemo milioni di ragazzi. Il calo demografico fa paura».

L’affondo contro il “teatrino” delle Regionali

Il governatore campano ha bollato come «deprimente e squallido» il clima politico che accompagna le Regionali, accusando opinionisti e giornalisti di alimentare «idiozie e caricature» invece di stimolare un confronto serio:
«Ho introdotto la categoria dei cacicchisti: cronisti che dietro le caricature nascondono solo ignoranza. In questi mesi non ho sentito parlare di problemi veri. I cittadini, in tutto questo, che ruolo hanno avuto? Zero. Una volta almeno c’erano le primarie, occasione di confronto e partecipazione. Ora solo scemenze».

La scelta di non sciogliere le riserve lascia aperti scenari multipli. De Luca, abile a tenere i riflettori puntati su di sé, alimenta l’incertezza sulla sua futura collocazione, mantenendo vivo il dibattito attorno al suo nome. Un gioco di equilibri, tra ironia e critica serrata, che conferma il suo stile: mai rinunciare al ruolo di protagonista, anche quando si dichiara tentato dal “ritiro” nell’otium letterario di oraziana memoria.