La procedura di rimozione dell’amianto dai capannoni dell’ex azienda conserviera Galano, ubicata nel quartiere di Casolla, finisce sotto l’attenzione della Procura di Nocera Inferiore. L’esposto è stato presentato dall’avvocato Rosario Iannuzzi, dietro decisione di un gruppo di attivisti del Movimento 5 Stelle. Nel documento, è stato chiesto «di svolgere con urgenza le indagini del caso, poiché pare che sia in corso una notevole dispersione di fibre di amianto in atmosfera. Speriamo – si legge – almeno la magistratura intervenga al più presto con un sequestro per evitare l’aggravamento del pericolo per le persone che abitano nelle vicinanze e, in ogni caso, punisca i responsabili della dispersione nell’aria delle fibre di amianto, qualora ci fossero ipotesi di reato».
La vicenda era già finita al vaglio dei carabinieri, dopo la denuncia di un residente, che segnalava il mancato rispetto di tutte le prescrizioni di tipo sanitario. Ai militari, fu riferito anche dell’assenza di qualsiasi comunicazione riguardo le operazioni di bonifica. Inoltre, se gli operai lavoravano da giorni in tuta e mascherina, nessun accorgimento sarebbe stato invece adottato nei confronti di chi si trova a vivere molto vicino a quei capannoni. Su indumenti e lenzuola, aveva sottolineato un residente, Dino Orlando, si suppone fossero state trovate particelle e residui di amianto. Nei giorni scorsi, sui social è partita una condivisione di alcuni video girati da cittadini, che avrebbero mostrato la fragilità di alcune lastre di eternit in mano agli operai, durante le attività di rimozione. Ancor più di recente, invece la segnalazione dell’uso “tardivo” di “impregnante” a protezione dell’amianto, prima che venisse rimosso. Una serie di circostanze, inserite ora in un apposito esposto presentato in Procura, che potrebbe costringere la stessa ad aprire un fascicolo d’indagine nell’eventualità che fossero ravvisate notizie di reato.

