Nel novembre del 2015 aveva tentato di estorcere soldi ad una scuola paritaria a Pagani e, successivamente, anche al titolare di un negozio di giocattoli a Nocera Inferiore. Con lui c’erano altre due persone. Per quei fatti Antonio Fiore, interessato da svariati precedenti e considerato un tempo legato all’ex clan di Sandro Contaldo, finì in carcere. Dopo poco, fu scarcerato e messo ai domiciliari, dietro decisione del Tribunale del Riesame di Salerno. Ieri però è stato nuovamente arrestato, per aver violato proprio la misura degli arresti domiciliari. Ora si trova in camera di sicurezza, dopo l’intervento dei carabinieri della tenenza locale di Pagani. Questa mattina, comparirà davanti al giudice del tribunale di Nocera Inferiore, per essere giudicato per direttissima. Insieme a Giuseppe Passante, Fiore fu arrestato con l’accusa di tentata estorsione aggravata dal metodo camorristico. Diecimila euro “in cambio di protezione” fu la richiesta fatta al titolare di una scuola paritaria a Pagani. Le indagini furono coordinate dalla Dda di Salerno.

La richiesta di pizzo fu avanzata anche nei riguardi del titolare di un’attività commerciale nocerina. Con un primo tentativo andato a vuoto e il secondo, commesso in forma più diretta, con l’obiettivo di convincere la vittima a sborsare soldi. Quel contante che, stando ad indagini preliminari, era legato a «necessità di tipo economiche». La “bravata” di evadere dai domiciliari potrebbe ora costare cara ad Antonio Fiore, visti i suoi precedenti e l’ultimo episodio per il quale finì in carcere. E dove ora potrebbe ritornare.

