Alla vigilia del derby contro la Scafatese, in programma oggi pomeriggio alle 15 sul neutro di Santa Maria la Carità, il tecnico della Nocerina, Salvatore Campilongo, non si limita ad analizzare l’aspetto tecnico della sfida ma affronta un tema che gli sta particolarmente a cuore: l’assenza forzata dei tifosi molossi.
La protesta del tecnico
«Prima di parlare della partita – ha dichiarato Campilongo – mi riallaccio al discorso del Presidente: ha fatto benissimo a puntualizzare queste cose, perché non ne possiamo più. Siamo penalizzati da Prefettura, Osservatorio e, credo, anche dalla Lega. Se non si fa giocare un derby con entrambe le tifoserie, il calcio sta finendo: è grave e bisogna cambiare le regole. Non possiamo più permettere alla nostra gente di non seguirci».
Parole chiare e dirette, che sottolineano la frustrazione non solo della squadra ma anche di una piazza storica come quella rossonera, costretta ancora una volta a vivere un derby senza il supporto del proprio pubblico.
Un derby “a metà”
Il match tra Scafatese e Nocerina, valido per la seconda giornata del girone G di Serie D, avrebbe potuto rappresentare una festa di sport e passione sugli spalti. Le decisioni delle autorità, però, hanno impedito ai tifosi ospiti di raggiungere lo stadio, riducendo il calore e l’atmosfera che da sempre caratterizzano queste sfide sentite.
Il richiamo al sistema
Le parole di Campilongo vanno oltre la partita di oggi: l’allenatore mette in discussione un sistema che, a suo dire, penalizza il calcio di provincia e le tifoserie storiche. «Non possiamo più permettere alla nostra gente di non seguirci», ha ribadito, chiedendo un cambio di rotta nelle regole che regolano l’accesso agli stadi nei match considerati “a rischio”.

