Luigi Russo, il cervello stabiese che rientra a Napoli per curare i tumori

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rientro di cervelli
Foto de "Il Mattino"-mn24.it

Tornare non è mai solo una scelta professionale, ma anche un atto di fiducia. Lo sa bene Luigi Russo, 34 anni, originario di Castellammare di Stabia, che dopo un lungo percorso all’estero ha deciso di rimettere radici in Italia. Oggi lavora come postdoc nell’Unità di Synthetic and Systems Biology for Biomedicine dell’Istituto Italiano di Tecnologia, diretta da Velia Siciliano, dove si studiano strategie innovative di immunoterapia contro i tumori solidi.

La sua è la storia di un’intera generazione di ricercatori “nomadi”, che hanno dovuto inseguire opportunità tra laboratori stranieri e progetti a tempo determinato, ma che non hanno mai smesso di sognare un ritorno. Russo si era formato a Napoli, alla Federico II, prima di approdare all’EMBL di Heidelberg, uno dei centri europei più prestigiosi. Lì ha trovato strutture all’avanguardia e un ambiente internazionale stimolante, ma anche la consapevolezza che l’Italia poteva e doveva diventare il luogo dove riportare quelle competenze.

“All’estero impari a pensare in grande, ma allo stesso tempo cresce la necessità di restituire qualcosa al Paese da cui sei partito”, racconta.

La decisione di rientrare è stata resa possibile dalla visione di Siciliano, che ha portato al suo gruppo ingenti finanziamenti europei, creando un contesto competitivo e stabile. “Volevamo costruire un percorso qui, non vivere di parentesi – spiega Russo –. È stata una scelta che riguarda non solo la mia carriera, ma anche quella della mia compagna, anche lei ricercatrice”.