Il sindaco Di Lauro silenzia le polemiche: “A Boscoreale non metto a rischio i bambini”

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“Al primo posto ho messo la sicurezza degli alunni e dei docenti. Per me la sicurezza dei miei cittadini è una priorità”. Con queste parole il sindaco di Boscoreale, Pasquale Di Lauro, è intervenuto sulla questione legata alla scuola Cangemi, che negli ultimi giorni ha infiammato gli animi di genitori e famiglie.

La chiusura della scuola Salome

Tutto ha avuto origine il 14 febbraio, quando con un’ordinanza sindacale il primo cittadino ha disposto la chiusura del plesso di Santa Maria Salome per inagibilità. Una decisione difficile, spiega Di Lauro, ma inevitabile: “Chiudere una scuola non è mai una bella cosa, ma è stato necessario ed urgente”. Il giorno precedente, infatti, era arrivata al Comune la relazione di uno studio tecnico esterno incaricato di verificare le condizioni strutturali dell’edificio di via Papa Giovanni XXIII. L’esito è stato netto: “Chiusura del plesso per mancato rispetto dei parametri normativi”. Non serviva l’abbattimento, ma la scuola era a rischio. “Una scossa di terremoto avrebbe potuto causare danni seri a cose e persone. Con quale coraggio avremmo permesso ai bambini di entrare a scuola?”, sottolinea il sindaco.

Doppi turni e soluzioni temporanee

La chiusura ha portato a mesi di incontri, tavoli tecnici e confronti serrati tra amministrazione, scuola e famiglie. La soluzione adottata per garantire il diritto allo studio è stata quella dei doppi turni fino a fine anno scolastico. Per settembre, però, era necessario trovare una sistemazione alternativa. Da qui l’idea dei 10 moduli prefabbricati, veri e propri ambienti scolastici, collocati negli spazi esterni della scuola Cangemi. Una misura temporanea, precisa Di Lauro, “perché stiamo lavorando affinché l’intera struttura di via Giovanni De Falco venga destinata ai bambini provenienti da Santa Maria Salome”.

I ritardi e le polemiche

Il problema è nato a inizio settembre: i moduli non erano ancora pronti per l’avvio delle lezioni del 15 settembre. I lavori, partiti solo l’8 settembre, si concluderanno entro il 20, con l’apertura delle nuove aule fissata al 1° ottobre. Nel frattempo, si era ipotizzato di tornare ai doppi turni, provocando l’ira di molti genitori, soprattutto perché la dirigente scolastica, Carmela Mascolo, aveva garantito un avvio regolare delle lezioni. Ma le proteste dei genitori e dei loro rappresentanti hanno sortito gli effetti sperati: niente doppi turni ma rotazioni fino al primo ottobre.
Il sindaco di Boscoreale, Pasquale Di Lauro, chiarisce i motivi dei ritardi: “La gara d’appalto ha subito uno slittamento, ci sono state difficoltà burocratiche e le ferie estive hanno fermato tutto. Abbiamo lavorato instancabilmente, ma non potevamo prevederlo. Io stesso volevo un inizio regolare per tutti, ma non è stato possibile”.
E replica alle critiche: “Non capisco tante polemiche. I doppi turni sarebbe stati decisi dalla dirigenza scolastica. Già l’anno scorso avevamo proposto una soluzione che non è stata accettata. Il mio unico interesse è la sicurezza, e per questo non mi sento in dovere di giustificare ogni minimo ritardo se il fine ultimo è l’incolumità dei miei cittadini, in particolare dei bambini, che sono i più indifesi”.

I progetti per l’edilizia scolastica

Il sindaco guarda però anche al futuro. Boscoreale conta tre istituti comprensivi e un solo istituto superiore. L’amministrazione punta a rafforzare l’offerta scolastica in città: “Vogliamo che i ragazzi possano frequentare la scuola qui, senza doversi spostare, creando occasioni e spazi di aggregazione”. Ciò anche alla luce della disastrosa gestione EAV che rende gli spostamenti da e per Boscoreale vere e proprie odissee.
Tra i progetti in cantiere ci sono il recupero di strutture al parco Pellegrini e in via Passanti Scafati, ma il vero fiore all’occhiello sarà la riqualificazione dell’ex biblioteca di piazza Vargas (per l’ennesima volta). “L’anno prossimo circa 60 bambini in età da nido avranno spazi colorati tutti per loro. Sarà un edificio dedicato esclusivamente a loro, così molte famiglie potranno finalmente usufruire del servizio”.

Sicurezza come principio morale

Al di là dei ritardi e delle polemiche, Di Lauro rivendica una linea guida chiara: prima la sicurezza, poi tutto il resto. Una scelta che ha inevitabilmente un costo in termini di organizzazione e consenso, ma che il sindaco considera imprescindibile: “Non avrei mai potuto rischiare la vita dei bambini. Questa è la mia priorità, sempre”.