Nuovo terremoto politico-giudiziario in provincia di Caserta. L’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Napoli ha portato a 17 misure cautelari e sta già lasciando segni profondi negli equilibri dei partiti.
Tra gli indagati c’è Luigi Bosco, segretario regionale campano di Azione ed ex consigliere regionale. Per lui la procura aveva chiesto gli arresti domiciliari, ma il gip del Tribunale di Napoli, Nicola Marrone, ha respinto la richiesta. Bosco è accusato di associazione di tipo mafioso e turbativa d’asta: secondo la ricostruzione degli inquirenti, avrebbe esercitato pressioni su dirigenti delle Asl di Benevento e Caserta per favorire ditte legate a Nicola Ferraro, imprenditore di Casal di Principe già condannato in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa.
Diversa la posizione di Giuseppe Guida, coordinatore provinciale di Forza Italia e sindaco di Arienzo, finito invece agli arresti domiciliari. A lui, insieme ad altri indagati, vengono contestati reati che spaziano dalla corruzione alla turbativa d’asta fino al riciclaggio e all’autoriciclaggio. L’ordinanza di misura cautelare è stata eseguita dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Caserta.
Le accuse disegnano un sistema di relazioni tra amministratori, politici e imprenditori, nel quale – secondo la Dda – la gestione degli appalti pubblici veniva piegata agli interessi di gruppi già toccati in passato da vicende di criminalità organizzata

