Scuola, a Boscoreale soluzioni come per i terremotati

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Il cuore di una città non batte solo nelle piazze o nei palazzi del potere, ma anche nelle aule delle sue scuole

A Boscoreale, quel cuore è affaticato. E, con esso, il ritmo quotidiano di centinaia di famiglie. La promessa di un ritorno alla normalità, fatta ai bambini e ai loro genitori, si è infranta contro la dura realtà dei fatti.

Per gli alunni dell’IC Cangemi, guidato dalla dirigente Carmela Mascolo, i doppi turni scolastici continueranno almeno fino al primo ottobre. Una notizia che non rappresenta solo un ostacolo organizzativo, ma un fardello sulle spalle di chi da mesi cerca di non soccombere tra lavoro e impegni familiari.

L’origine del problema

Tutto è iniziato con la chiusura improvvisa del plesso di Santa Maria Salome per inagibilità, avvenuta lo scorso 14 febbraio 2025. Un’ordinanza sindacale ha imposto la sospensione delle attività nel plesso, che dipende dalla sede centrale. Da quel momento, la scuola Cangemi si è trovata a dover accogliere sia i propri studenti sia quelli di Salome, privati delle loro aule.
Per i bambini più piccoli, già costretti ad abbandonare spazi carichi di ricordi, è stato un trauma. Allo stesso modo, i ragazzi della Cangemi hanno dovuto cedere le proprie aule. Una situazione difficile da accettare, soprattutto perché solo due anni fa il plesso Salome era stato oggetto di lavori di ristrutturazione: perché allora l’inagibilità è emersa successivamente?

Ad oggi, la riapertura di Salome sembra esclusa. Circolano addirittura voci di demolizione, ancora da confermare. L’unica soluzione individuata è l’installazione di moduli prefabbricati nell’area esterna alla Cangemi. Una prospettiva che riporta alla mente le baraccopoli sorte dopo il terremoto del 1980, seppur con strutture più moderne. Ma a inizio settembre, dei prefabbricati non c’è ancora traccia.

Le promesse tradite e la rabbia

Nei gruppi WhatsApp dei genitori la rabbia è palpabile. Le mamme ricordano le promesse fatte dal sindaco Pasquale Di Lauro e dalla dirigente Carmela Mascolo, che avevano parlato di un ritorno alla normalità per l’inizio dell’anno scolastico. Invece, solo silenzi, fino alla conferma ufficiale del sindaco: i doppi turni resteranno almeno fino a ottobre.
Dietro questa decisione ci sono vite stravolte. Genitori costretti a incastrare orari di lavoro e gestione familiare con turni scolastici variabili. Bambini che perdono spazio per le attività extrascolastiche, altri che devono rinunciare a percorsi di riabilitazione per incompatibilità di orari. Alcuni insegnanti, inoltre, hanno assegnato compiti eccessivi senza tener conto delle difficoltà delle famiglie, riempiendo persino i weekend di esercitazioni ripetitive.
La stanchezza è tanta, ma a prevalere è la frustrazione. Le rassicurazioni del passato si sono rivelate vuote, minimizzando i disagi come “inutile allarmismo”. Questa volta, però, i genitori sembrano intenzionati a scendere in strada, uniti e determinati.
I più piccoli ancora senza certezze
Il problema non riguarda solo la primaria e la secondaria. Anche i bambini dell’infanzia di Santa Maria Salome, ospitati provvisoriamente alla Cangemi, non hanno ancora una data certa di inizio delle lezioni. La loro destinazione dovrebbe essere l’ex asilo nido di via Giovanni De Falco, definito come “bella e colorata struttura”. Ma, al momento, nulla è stato ufficializzato. Alle richieste delle mamme, la dirigenza ha risposto invitando a rivolgersi direttamente al sindaco.

Una città che aspetta risposte

Si parla di accordi, di ritardi, ma resta il fatto che in tre mesi non è stato fatto nulla di concreto. Solo da lunedì dovrebbero iniziare i lavori per i moduli prefabbricati. Nel frattempo, a Boscoreale resta tanta amarezza. Ancora una volta, la scuola e i suoi bambini non sono stati messi al centro delle priorità, con il paradosso di un disagio che si ripete mentre la città sembra distratta da feste di piazza.

articolo di Alina Cescofra