Parte con il segno di San Gennaro la missione del cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo emerito di Napoli, che da domani sarà a Leopoli come inviato speciale di Papa Leone XIV. L’occasione è solenne: le celebrazioni per il 650° anniversario della fondazione della Metropolia di Halyc, uno degli appuntamenti più significativi per la Chiesa ucraina.
«Nella lettera con la quale il Santo Padre mi ha affidato questo incarico – ha spiegato Sepe – è chiaro l’invito a far sentire la vicinanza al popolo ucraino, che oggi vive una stagione di grandi difficoltà. La chiamata del Papa non è una semplice richiesta, è un ordine», ha sottolineato il porporato.
La missione, tuttavia, non sarà solo cerimoniale. Il cardinale parteciperà a momenti di preghiera per la pace, visiterà un ospedale, un cimitero di guerra e una struttura di accoglienza, simboli concreti delle ferite ancora aperte del Paese. È prevista inoltre la posa della prima pietra di una nuova chiesa dedicata alla Madonna della Misericordia, segno di speranza e ricostruzione.
Interpellato sulle prospettive di una tregua, Sepe ha usato parole di cautela: «È difficile interpretare i sentimenti di certi personaggi, e con il passare dei giorni tutto appare più complicato». Quanto a un possibile incontro con il presidente Volodymyr Zelensky, il cardinale ha precisato che il suo programma resterà legato principalmente alle celebrazioni religiose.

