di Giorgia Valentini
Solo un mese fa su queste pagine urlavamo di speranza, una svolta, dicevamo, un modello e forse la nuova normalità… Bene, rituffiamoci nel presente: siamo ancora lì, tra carte bollate e “motivati dissensi”. Oggi la sceneggiatura non cambia, la posta sì; il progetto per 32 alloggi di edilizia residenziale sociale sta procedendo a passo stancante, con la scadenza di riconsegna spostata al 30 dicembre 2025 dopo varianti e proroghe. Poi arrivano gli upgrade: riscaldamento, condizionamento, fotovoltaico promessi come gratuiti per la comunità, un gesto che sembrava segnale di virtù e invece rimbalza come un boomerang burocratico.
Era un “caso virtuoso” ma con il dubbio, perché quella variante di cui parlavamo ad agosto (2 agosto 2025) era un fiasco annunciato in controtendenza: un buon segnale, sì, di competenza amministrativa e volontà politica; Ma oggi, con una determina scopriamo un fatto che deve farci sobbalzare: l’impresa firma l’atto, ok, ma lo fa “con motivato dissenso”. Tradotto: sì, si fa, ma senza gioia. E in un contesto PNRR dove scadenze e milestone valgono oro, il dissenso non è spettro leggero, è un campanello d’allarme.
Ritardi e dissensi, il solito copione sul palco europeo, in un’Italia che da anni insegue i fondi europei con la stessa goffaggine con cui Fantozzi rincorre un autobus già partito, ogni attrito rischia di diventare benzina sul fuoco dei ritardi. Qui il rischio è di ritrovarsi, tra qualche mese, con carte bollate e contenziosi, mentre le famiglie in lista d’attesa continuano a sperare in una casa che ancora non c’è.

