Il Vesuvio continua a bruciare: fiamme fino a Torre del Greco

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Non si placa il devastante incendio che ormai da 5 giorni devasta le pendici del Vesuvio. Le fiamme continuano a restare lontane dai centri abitati ma ora si sono estese anche dal lato di Pompei e Torre del Greco.

Un fronte del fuoco di tre chilometri, circa 500 ettari di vegetazione già distrutti, fiamme che hanno rischiato di lambire l’abitato del comune di Terzigno facendo trascorrere la notte in strada a centinaia di persone. 

Sulla zona del rogo sono stati impegnati per tutto il giorno sei Canadair della flotta nazionale e quattro elicotteri regionali, con oltre cento tra uomini e donne dei Vigili del Fuoco, volontari e forze dell’ordine a terra. Uno sforzo imponente che ha permesso di evitare danni ancora maggiori, ma l’emergenza resta ben lontana dall’essere risolta. Il timore è che basti un cambio di direzione del vento per sospingere il fronte verso zone abitate, come stava avvenendo nella scorsa notte.

«Abbiamo vissuto una situazione molto critica» racconta Francesco Ranieri, sindaco di Terzigno, comune epicentro del rogo. «All’inizio per fortuna il vento spingeva verso l’alto, poi ad un certo punto si è portato verso le abitazioni. E lì abbiamo avuto paura. Ma i mezzi da terra hanno garantito l’incolumità di tutti. C’era una distanza di qualche chilometro dalle case. Non abbiamo avuto esigenza di sgomberi grazie a un ottimo lavoro dei volontari della Regione e dei Vigili del Fuoco che hanno sorvegliato l’area tutta la notte».

La colonna di fumo è visibile per decine di chilometri, dagli scavi archeologici di Pompei fino a Napoli. Frammenti di cenere si sono depositati su moltissime abitazioni, mentre il forte odore di bruciato impregna l’aria. Gli abitanti raccontano di una notte insonne, tra apprensione e vigilanza, osservando da lontano il bagliore delle fiamme che continua a illuminare il versante del vulcano.