A Nocera anche per comprare un’altalena e qualche fontana serve un mutuo

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Benvenuti in Italia, dove per comprare tre giostre e qualche gioco serve un atto pubblico amministrativo, un prestito con la cassa depositi e prestiti e una collezione di acronimi da fare invidia a un manuale di diritto amministrativo.

di Giorgia Valentini

A Nocera Inferiore è successo davvero. La giunta ha deciso di investire 4.460,93 euro (più Iva) per arredi urbani: un paio di sedute, tre giostre girevoli, tre molle a forma di dalmata. Roba che in un normale condominio si ordina online in mezza mattinata e arriva in 48 ore; qui no, qui si parte da un programma triennale, si fa una variazione di bilancio, si chiede un prestito, si passa al Mepa, si cita mezza costituzione e si firma un affidamento diretto. Il fornitore? Play Casoria S.r.l. di Nola.

Prezzo ritenuto “congruo” e compatibile con la “cromaticità urbana”. Come dire: non bastava che fosse una giostra, doveva anche intonarsi.Il paradosso è che sotto i 5mila euro il Comune non era nemmeno obbligato a passare dal Mepa. Eppure lo ha fatto, “per garantire trasparenza e tracciabilità”. Tradotto: più passaggi, più burocrazia, più tempo. E intanto i bambini aspettano.La cosa che fa sorridere (o piangere) è la parte del mutuo.

Sì, per un intervento da poche migliaia di euro si è acceso un prestito con la cassa depositi e prestiti. Non per un ponte, non per una scuola, non per un’arteria stradale: per un’altalena. È il simbolo di un Paese che vive a rate, anche quando non dovrebbe.E non finisce qui. Con un’altra delibera, il Comune ha annunciato un nuovo acquisto con affidamento diretto: 4.000 euro + Iva per dieci fontane a zampillo, complete di ugello e rubinetto a pulsante. Anche loro, come le giostre, avranno bisogno di 180 giorni “naturali e consecutivi” per essere installate. Un tempo sufficiente non solo a scavare, ma quasi a far nascere la sorgente.D’altra parte Nocera non si trasformerà in una capitale europea con acquisti da 10 mila euro. Ma 10 gesti così, moltiplicati e ben fatti, possono ridare orgoglio e decoro. Questo è l’ennesimo banco di prova: dove si deve dimostra che anche le piccole cose contano, sempre se non resterà l’ennesima goccia dispersa nel mare dell’attesa.