Centrodestra spaccato: Martusciello sta con De Luca sulla polemica per il piano rientro sanitario

0
321
"Chi mi vuole votare, mi vota": De Luca se ne frega di PD e campo largo e vuole tornare sindaco di Salerno
mn24.it

Sulla sanità campana si consuma un nuovo strappo politico che evidenzia la frattura ormai evidente nel centrodestra. Il “no” del Ministero della Salute all’uscita della Campania dal piano di rientro sanitario ha scatenato una durissima reazione del presidente Vincenzo De Luca, che parla senza mezzi termini di “atto di delinquenza politica”, e incassa un appoggio inaspettato: quello del coordinatore regionale di Forza Italia, Fulvio Martusciello.

“Siamo indignati – ha dichiarato De Luca – ho il sangue agli occhi. Questa decisione è una vergogna, priva di qualsiasi motivazione, un atto irresponsabile e politicamente infame”. Il governatore campano ha annunciato il ricorso al Tar e preannunciato addirittura una denuncia per concussione contro i funzionari ministeriali che hanno firmato il provvedimento.

Parole dure che non restano isolate. A prendere le difese della Regione è anche Martusciello, in un intervento che conferma l’ormai evidente rottura interna al centrodestra campano. “La Campania – ha detto – deve uscire dal piano di rientro e tornare a un regime ordinario. Il MEF ha espresso giudizi positivi, non comprendiamo la decisione del Ministero della Salute. Su un tema così cruciale, non accettiamo disparità di trattamento: mobiliterò i parlamentari campani di Forza Italia per chiedere una rivalutazione”.

Un’uscita che fa rumore, perché di fatto Martusciello si allinea alla posizione di De Luca, in un momento in cui l’opposizione al governo regionale dovrebbe rappresentare la linea politica del centrodestra. Ma sulla sanità – e, più in generale, sull’autonomia gestionale delle Regioni – l’equilibrio politico sembra ormai saltato.

Il caso Campania rischia di aprire una crepa ancora più ampia nei rapporti tra governo e Regioni, ma anche dentro la stessa maggioranza, già attraversata da tensioni tra leghisti, meloniani e forzisti.