Il Papa ai giovani del Giubileo: siamo con i ragazzi di Gaza e Kiev

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Le sue parole di condanna per la guerra e di speranza per il futuro, davanti ad oltre un milione di ragazzi di tutto il mondo

Quello del Giubileo dei giovani era una tappa importante per la Chiesa di Roma e per il suo pastore Leone XIV, che non si è risparmiato rimanendo unito nella preghiera con i ragazzi di tutto il mondo, in quella che per molti osservatori era considerata la sua prima vera uscita di popolo come cita il Corriere della Sera.

Un fatto non affatto scontato, che ha fatto di questo Papa americano dal sorriso timido un’icona di fede, grazie al suo modo mite e schietto, ma sorretto dal suo essere credente vero, e portatore di amore.

Molti anche i fuori programma voluti da questo Papa ancora giovane e sportivo, che spiega con parole semplici come sia importante rialzarsi più forti dopo le sconfitte, parole semplice per discorsi difficili.

Un carisma diverso da quello dei suoi predecessori ma che poggia le sua fondamenta nei valori della chiesa e tira dritto per la sua strada, lasciano messaggi di speranza verso i ragazzi di Gaza e Kiev e fino al più forte e forse più sentito: “siete sale della Terra, luce del mondo, il vostro entusiasmo lo hanno ascoltato fino alla fine del mondo” scatenando gli applausi convinti dei presenti in un giorno che forse segna la vera ascesa di questo Papa al soglio pontificio.