L’affidamento della città di Pagani o dell’amministrazione a Sant’Alfonso?
Di Marco Visconti
Doveva essere un giorno di festa, un evento storico per la città: dopo 25 anni, l’urna di Sant’Alfonso è tornata a percorrere le strade di Pagani, richiamando centinaia di fedeli e curiosi. Eppure, quello che si è consumato il 31 luglio è stato un evento a due facce: da un lato la commozione e la gioia dei momenti vissuti, come in via Zito, dove l’accoglienza è stata calorosa e partecipata; dall’altro, le ombre di una gestione logistica che molti cittadini hanno definito “disastrosa”.Il caso più emblematico si è registrato nei pressi di via Malet, luogo simbolo del culto alfonsiano per la presenza delle Cinque Croci redentoriste e per il fatto che proprio lì Sant’Alfonso celebrò una delle sue messe. Lì, però, la processione è stata interrotta a causa di lavori stradali ancora in corso. L’area, teoricamente interessata da un progetto di “riqualificazione”, si trova ancora in una fase definita di semplice manutenzione. Ritardi che, per i residenti, sono “inaccettabili”, soprattutto considerando il significato spirituale del luogo.
Disagi e improvvisazioni
La processione è apparsa da subito limitata a un tracciato ristretto, suscitando perplessità tra i fedeli. Alcuni residenti, in particolare quelli di via Striano e vicoletto Pepi, non hanno potuto assistere al passaggio del santo, esclusi all’ultimo momento senza alcun preavviso. Il momento più critico si è verificato quando il veicolo che trasportava la teca con l’urna del santo è stato costretto a fare marcia indietro, accedendo in un portone, non avrebbe potuto attraversare vicoletto Pepi per motivi legati alle sue dimensioni, nonostante, commenta un residente, veicoli del genere passano tranquillamente per questa strada, seppur stretta. Il convoglio ha deviato su via Garibaldi, proseguendo per via Torre fino a corso Ettore Padovano, dove ha raggiunto il Comune. Qui, un ulteriore intoppo: nel piazzale, coronato dal monumento ai caduti, il parcheggio era pieno di auto.
Le voci della città
“Dopo 25 anni – segnalano alcuni residenti – ci aspettavamo qualcosa di memorabile, e invece non si è neppure garantito il passaggio del santo in tutte le strade annunciate. Alcune persone lo aspettavano invano”.
Il discorso del sindaco: un atto di affidamento tra fede e polemica
Durante la conferenza stampa, il sindaco ha comunicato che, durante la processione, la città di Pagani sarà affidata simbolicamente a Sant’Alfonso, lanciando però un messaggio che ha suscitato interpretazioni controverse. Un discorso improntato più alla difesa dall’“invidia e dalle malelingue” che a un richiamo collettivo alla fede.
Aspetto questo contraddetto durante la processione, in cui si ascoltano ben altre parole.

