A distanza di mesi dall’avvio formale, prende finalmente corpo uno dei progetti più ambiziosi della programmazione comunale, a Nocera Inferiore: la manutenzione straordinaria dei centri polifunzionali destinati all’inclusione sociale di anziani e persone con disabilità. Un’opera dal valore simbolico e pratico altissimo, sostenuta da un finanziamento europeo di due milioni di euro e ora pronta ad entrare nella fase calda: l’aggiudicazione.Con l’atto numero 1129 del 9 giugno e la successiva nomina ufficiale della Commissione Giudicatrice, il Comune accende i motori di una macchina complessa e delicata. Il dado è tratto: a valutare le offerte delle imprese in gara saranno tre figure interne all’Ente, selezionate sulla base di competenza, trasparenza e rotazione. Tre nomi che, da oggi, hanno la responsabilità non solo tecnica, ma anche etica di far funzionare una promessa fatta alla città.I tre giurati del cantiere dell’inclusione: A guidare la Commissione sarà l’architetto Laura Pellegrino, funzionario del Suap, affiancata dall’ingegnere Mario Ferrante, dirigente LL.PP. e già RUP del progetto, e dal geometra Amore Angora, incaricato anche della verbalizzazione. Niente esterni, nessun gettone, ma solo responsabilità. La scelta, si legge nella determina, è caduta su personale di ruolo con adeguata esperienza, e senza alcuna incompatibilità con i soggetti in gara. Una mossa, questa, che punta sulla valorizzazione delle professionalità interne, ma che non ammette distrazioni.
Oltre il tecnicismo: cosa c’è davvero in gioco?L’intervento è il numero 79 del piano triennale delle opere pubbliche e riguarda la riqualificazione del Centro di Quartiere di via Loria, quello di Montevescovado, gli impianti sportivi di Piedimonte e il campetto scolastico di Madre Teresa di Calcutta. Strutture troppo spesso lasciate ai margini, che ora possono tornare a essere presidi civici di welfare, sport e partecipazione. Non solo cemento e intonaci, dunque: dietro i capitolati c’è un’idea di città che include, che cura e che si prepara ad affrontare l’invecchiamento della popolazione con strumenti veri.Tempistiche e vigilanza: sarà la volta buona?La domanda è lecita. Il progetto esecutivo, redatto internamente e approvato nel 2023, ha già superato lo scoglio del finanziamento grazie al PR Campania FESR 2021-2027. Il termine per le offerte è scaduto il 25 giugno, ora la Commissione ha il compito di selezionare l’impresa “più vantaggiosa economicamente”, secondo i criteri del nuovo Codice dei Contratti.
Tutto regolare, tutto in ordine; eppure, su questi passaggi si gioca qualcosa che va oltre il rispetto delle norme. C’è bisogno di rigore, sì, ma anche di visione. Perché l’inclusione sociale – quella vera – non nasce solo dai bandi ben scritti, ma dalla capacità di trasformare le carte in spazi che respirano, accolgono, funzionano. E durano.Per il sindaco Paolo De Maio e per l’intera macchina comunale, questo è un banco di prova: gestire fondi europei senza sbavature, restituendo alla città ciò che le è dovuto. Il progetto è cofinanziato dal Comune con un mutuo acceso presso la Cassa Depositi e Prestiti. Quindi sì, l’Europa mette il grosso, ma il Comune ci mette la faccia ma ora serve che ci metta anche il cuore.Perché la vera sfida, alla fine, non è solo aggiudicare, ma realizzare e farlo bene. Con trasparenza, competenza e, finalmente, una visione che non sia a scadenza elettorale.

