Proposta di legge per introdurre un nuovo reato: carcere fino a 3 anni per chi promuove la cultura mafiosa tra i giovani. Salvini: “Non è censura, è tutela”
Punire con il carcere chi inneggia alla criminalità organizzata istigando i minori a delinquere, anche attraverso musica e fiction: è questa una delle tre proposte di legge presentate oggi dalla Lega nel corso di una conferenza stampa al Senato, nella Sala Nassirya, alla presenza del segretario federale Matteo Salvini e di Daniela Di Maggio, madre di Giovanbattista “Giogiò” Cutolo, il giovane musicista ucciso a Napoli nel 2023.
Al centro del primo disegno di legge – depositato al Senato e firmato dal senatore Gianluca Cantalamessa – c’è l’introduzione nel codice penale del nuovo articolo 416-bis.2, che configura il reato di “propaganda e istigazione a delinquere con metodo mafioso in danno di minori”. La pena prevista è la reclusione da un anno e mezzo a tre anni.
“Quando si inneggia alla criminalità con video, canzoni o contenuti che invogliano i giovani a seguire i clan, siamo di fronte a un danno reale e pericoloso”, ha spiegato Cantalamessa. “Ci sono testi che parlano di detenuti come eroi, che invitano all’uso delle armi. Dobbiamo intervenire per tutelare i ragazzi”.
Nel mirino fiction e canzoni “mafiose”
Tra i contenuti contestati dalla Lega ci sono le canzoni neomelodiche che glorificano la vita criminale e le fiction televisive, con un riferimento diretto alla serie “Gomorra”, tratta dal libro di Roberto Saviano.
“In quelle fiction – ha affermato Cantalamessa – non esiste un modello positivo. Quando eravamo bambini c’era il buono e il cattivo. Oggi, sono tutti cattivi. Questo è diseducativo”.
Salvini ha precisato che non si tratta di censura, ma di un confine tra libertà d’espressione e istigazione:
“Se un cantante fa un video con un mitra non è libertà di pensiero, è demenza. Non censuriamo l’arte, ma vogliamo impedire che si usino contenuti artistici per reclutare giovani nelle maglie della criminalità”.
La bozza del testo precisa che “non possono essere invocate, a propria discolpa, finalità artistiche, letterarie o di costume”, nel caso si configuri il reato di istigazione mafiosa verso minori.
Account oscurati per chi inneggia al crimine
Il secondo disegno di legge, sempre a firma Cantalamessa, propone misure contro la diffusione mediatica e social di messaggi criminali, prevedendo l’oscuramento degli account di indagati o condannati per reati legati alla criminalità organizzata, al terrorismo, al traffico di droga e ai sequestri di persona.
Un Garante per le vittime
La terza proposta, presentata alla Camera dal deputato Jacopo Morrone, prevede l’istituzione di un’Autorità garante per la tutela delle vittime di reati.
“Abbiamo un garante per i detenuti, ma serve anche un garante per chi è vittima e non ha scelto di esserlo – ha detto Salvini – per dare supporto legale, psicologico, economico a chi resta ferito dalla violenza criminale. Voglio vedere chi in Parlamento dirà di no”.
Daniela Di Maggio, presente in conferenza stampa, ha ricevuto da Salvini la spilletta della Lega, simbolo del partito, ricambiando con un ciondolo di corno rosso, tradizionale amuleto napoletano. La sua candidatura con la Lega, annunciata ieri, è stata salutata da Salvini come “un esempio di reazione costruttiva al dolore, una donna che ha scelto di trasformare il lutto in impegno”

