Dopo settimane di abbandono e di proteste, finalmente un provvedimento. Ma è davvero tutto risolto?
di Giorgia Valentini
Dopo le foto, le segnalazioni, i comunicati stampa, le denunce dei cittadini e il silenzio imbarazzato di chi doveva agire, è arrivata l’ordinanza del sindaco per Piazza del Corso. Un atto necessario, urgente, forse inevitabile. Ma che suona anche come una mezza ammissione: fino a oggi si è lasciato che il cuore del centro cittadino diventasse un angolo dimenticato, sporco, puzzolente, invivibile.
Il documento, pubblicato fresco fresco sull’albo pretorio, fotografa una situazione che non è solo igienicamente indecente, ma anche simbolicamente devastante: sacchi di rifiuti, escrementi a cielo aperto, degrado permanente. Uno scenario sgradevole lasciato lì, sotto gli occhi di tutti, come se fosse normale.
L’ordinanza, nero su bianco, racconta qualcosa di più di una semplice sanzione amministrativa. Racconta l’incapacità di un condominio di garantire decoro e sicurezza su aree sì private, ma a uso pubblico. E soprattutto racconta un’amministrazione che, solo dopo l’intervento della stampa, le pressioni dell’opposizione e il mormorio crescente dei cittadini, ha deciso di ordinare lavaggi settimanali, smaltimento dei rifiuti e installazione di un sistema di videosorveglianza.Prevista anche una serie di sanzioni in caso di inadempienza: una denuncia all’autorità giudiziaria ai sensi dell’art. 650 del Codice Penale, una multa da 500 euro secondo il regolamento comunale e, se necessario, l’intervento in danno da parte del Comune, con recupero coattivo delle spese sostenute.
Perché il vero nodo, oggi, è uno solo: questa ordinanza è l’inizio di un riscatto oppure l’ennesimo atto dovuto? Il Comune adesso ha il dovere, e non più solo il potere, di vigilare. Di tornare ogni lunedì, ogni settimana, a controllare se quelle gallerie sono davvero tornate a essere passaggi urbani e non corridoi del degrado. Piazza del Corso torna così al centro dell’agenda amministrativa, con la speranza che questo intervento segni l’inizio di un piano più ampio per il decoro e la vivibilità urbana.

