La Camera dice no: respinto il ricorso contro il taglio dei vitalizi

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mn24.it

Niente da fare per gli 800 ex deputati che avevano chiesto l’annullamento del taglio ai propri vitalizi: il Collegio d’appello della Camera, l’equivalente della Cassazione interna a Montecitorio, ha confermato la decisione di primo grado, lasciando intatta la delibera del 2018 voluta dall’allora presidente Roberto Fico (M5S).

La decisione è stata ufficializzata ieri attraverso una nota della stessa Camera, chiudendo – almeno per ora – una lunga battaglia legale che ha visto protagonisti molti volti noti della politica italiana, da Paolo Guzzanti a Ilona Staller, passando per Antonio Bassolino, Rosa Russo Iervolino, Claudio Martelli, Margherita Boniver, Angelino Alfano, Gianni Alemanno, Mario Capanna e tanti altri ex parlamentari di peso.

Il taglio ai vitalizi, deliberato nel luglio 2018, prevedeva il ricalcolo dell’assegno sulla base del sistema contributivo, legando l’importo all’ammontare dei contributi effettivamente versati e agli anni di mandato parlamentare. Una decisione che, per alcuni ex deputati, ha significato un taglio fino al 90% dell’assegno mensile.

Nel 2021 alcuni di questi ex deputati, anagraficamente più anziani o con più legislature alle spalle, avevano ottenuto una sentenza favorevole sulla base del principio del “legittimo affidamento” – ovvero l’aspettativa di continuità nei propri diritti acquisiti. Questo aveva portato al ripristino di molti assegni pre-ricalcolo.

Tuttavia, il gruppo degli 800 ricorrenti, composto prevalentemente da ex deputati più giovani o con meno anni di servizio, è rimasto escluso da quei benefici. Da qui il ricorso collettivo, che chiedeva lo stesso trattamento ricevuto da Palazzo Madama, dove nel 2022 il Senato aveva deciso di annullare i tagli per tutti gli ex senatori, senza distinzione.

La Camera, però, non ha fatto marcia indietro. Nella nota ufficiale si legge che “il Collegio d’Appello ha confermato l’impianto complessivo della delibera n. 14 del 2018” e le “misure di mitigazione già introdotte per gli ex più anziani”. In altre parole, nessun cambio di linea: chi ha visto il proprio vitalizio ridotto, continuerà a percepire l’importo tagliato.

Adesso per i ricorrenti resta solo la possibilità di un appello “politico”: potrebbero chiedere all’Ufficio di Presidenza, attualmente presieduto da Lorenzo Fontana, di riesaminare la questione. Ma, visti i precedenti, la strada appare in salita.

Il caso torna a sollevare il dibattito su un tema che da anni spacca l’opinione pubblica: da un lato, chi considera i vitalizi un privilegio da superare in nome dell’equità; dall’altro, chi invoca il rispetto dei diritti acquisiti e denuncia la retroattività delle misure adottate.

Nel frattempo, gli effetti della riforma restano visibili: secondo quanto sottolineato dagli ex deputati, tutti i risparmi generati dalla Camera sui vitalizi (stimati in milioni di euro) gravano soltanto su di loro, circa 800 ex su oltre 3.000 totali. Una sproporzione che, secondo i ricorrenti, configura un trattamento “irragionevolmente penalizzante”.