di Giorgia Valentini
Certe sere non si raccontano, si vivono. Ma questa, la sesta serata del Nocera Jazz Festival, di nuovo al Chiostro degli Olivetani, merita un’eccezione. Perché quando Sergio Cammariere sale sul palco, il tempo, quello “perduto”, ma anche quello presente, sembra fermarsi, mettersi il vestito buono e ascoltare in silenzio. Un concerto in quartetto, accompagnato da tre musicisti “di razza” : Amedeo Ariano alla batteria (presente anche nella prima serata con Nick), Luca Bulgarelli al contrabbasso, Daniele Tittarelli al sax, Cammariere ha trasformato il Chiostro in un salotto notturno dove il jazz flirta con la canzone d’autore e la poesia si fa suono.Le sue mani, sempre in dialogo con il pianoforte, sono state carezza e tempesta, confessione e risata. La voce calda, profonda, vellutata ma mai ruffiana, ha guidato il pubblico in un viaggio tra brani iconici del suo repertorio: da “Tempo perduto” a “Via da questo mare”, da “L’amore non si spiega” a “Cantautore piccolino” fino all’immancabile “Tutto quello che un uomo”, manifesto di eleganza e intensità.E poi c’era “Padre della notte”, dove la musica diventa preghiera laica, rito intimo, parlata con Dio o forse con se stessi, con quello che siamo quando smettiamo di fingere.

Cammariere non si limita a suonare: vive ogni nota, la abita, la sporca e la illumina.Il pubblico, rapito, ha chiesto bis con la fame di chi sa di aver vissuto qualcosa di raro. E lui ha concesso ancora musica, ancora poesia, ancora frammenti di un mondo che sa essere dolce e struggente, ironico e malinconico insieme.Nel Chiostro, tra archi antichi e stelle sopra la testa, è rimasto nell’aria un senso di bellezza fragile ma ostinata. Cammariere non si limita a eseguire: evoca. E quando scende dal palco, resta quel sorriso un po’ triste, un po’ saggio, tipico di chi ha già visto il futuro… e ha deciso che, tutto sommato, possiamo ancora permetterci di sognarlo

.Ad aprire la serata, due giovani promesse locali: Luna Lucrezia Scognamiglio e Salvatore Avino, che hanno proposto alcune cover celebri donando loro un raffinato colore jazz e soul. Una performance intensa e vibrante, che ha subito creato l’atmosfera giusta per accogliere la magia di Cammariere.

