di Giorgia Valentini e Marco Visconti
Nel suggestivo Chiostro degli Olivetani, location simbolo della storia nocerina, si è aperta ufficialmente la sesta serata del Nocera Jazz Festival, un appuntamento ormai centrale per l’estate cittadina. A sottolineare l’importanza dell’evento è stato il sindaco di Nocera, Paolo De Maio, intervenuto durante la serata per raccontare il significato culturale e sociale della manifestazione.«È un momento intenso – ha dichiarato – in cui storia, arte e musica si intrecciano grazie alla presenza di artisti di alto livello. Abbiamo voluto fortemente questa terza edizione, scegliendo luoghi simbolici come il Chiostro degli Olivetani, il Chiostro di Sant’Anna, Piazza del Corso e il Museo Diocesano. Un grazie va alla Asl e alla curia per la collaborazione ma anche agli organizzatori nella figura di Gaetano Lambiase, il ristorante Il Moro».Il sindaco ha poi confermato che il festival rappresenta solo l’inizio di una ricca stagione estiva: «Presenteremo a breve il cartellone di agosto, pensato per le famiglie che restano in città: ci saranno cineforum, teatro in villa comunale, animazione per bambini. È un percorso che parte da lontano, dal concertone di capodanno, passando per il carnevale nocerino e il concerto del primo maggio».

Infine, un pensiero alla risposta del pubblico: «I nocerini sono vicini all’arte, basta stimolarli. Abbiamo una squadra che lavora per valorizzare il patrimonio culturale: dalle visite guidate all’apertura dei siti storici nel weekend, fino al connubio tra musica e arte che sta riscuotendo grande successo».

Parla Gaetano Lambiase, organizzatore del Nocera Jazz Festival. «Ringrazio l’amministrazione comunale – ha dichiarato Gaetano Lambiase – che quest’anno mi ha ingaggiato per organizzare questa rassegna, promossa dal Comune già da tre anni. Abbiamo optato per concerti di grande qualità, con un percorso musicale che spazia dal jazz al funky, dal blues alla bossanova, coinvolgendo artisti come Sergio Cammariere. La prossima volta sarà la volta di Fabio Concato».Particolare attenzione è stata rivolta anche ai giovani talenti: «Una delle cose più belle – ha aggiunto – è il progetto pensato per avvicinare i giovani alla musica e per far conoscere nuovi musicisti. Prima di ogni concerto, infatti, si esibisce un duo o un trio di giovani: ad esempio, prima di Cammariere abbiamo ascoltato Luna Scognamiglio con Salvatore Avino».

Infine, un cenno alla scelta delle location: «Il Chiostro degli Olivetani è uno spazio storico che si presta perfettamente a questo tipo di eventi. La rassegna è itinerante: siamo stati anche al Monastero di Sant’Anna, al Museo Diocesano. L’obiettivo è anche far riscoprire ai cittadini i luoghi storici della città attraverso la musica».

