Il funk ha acceso Nocera: una serata esplosiva con i DadFunk, Cleo Reign Stewart e Neney Santos

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di Giorgia Valentini

Dopo il travolgente successo della serata inaugurale con Nick the Nightfly, il Nocera Jazz Festival è tornato ieri sera a scuotere le calde notti estive con una seconda data tutta ritmo, energia e talento internazionale.Il blackout che ha colpito alcune zone della città non ha fermato la musica: la suggestiva cornice dell’antico Monastero di Sant’Anna è rimasta illuminata dalla luce dei riflettori e soprattutto dall’energia del pubblico, che si è lasciato travolgere da una serata memorabile.Sotto un cielo stellato, la musica ha fatto da padrona; in un viaggio sonoro che ha spaziato tra funk, soul e R&B, grazie a una line-up esplosiva e al carisma di artisti di calibro internazionale. Il tutto sotto la direzione artistica di Mario Berna, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Nocera Inferiore, “Il Moro” e Sofy Music.Protagonisti assoluti i DadFunk, una delle band più dinamiche e potenti della scena funk contemporanea, che ha letteralmente incendiato il palco insieme a due ospiti d’eccezione: la magnetica Cleo Reign Stewart, voce soul da Londra, e il maestro delle percussioni Neney Santos, già volto noto al festival.

La formazione dei DadFunk è un concentrato di esperienze di livello internazionale:Francesco Mendolia, batterista degli Incognito, ha dato il via al groove con la sua inconfondibile precisione ritmica;Emiliano Pari, alle tastiere, ha diretto la band con eleganza e passione;Donato Sensini, con il suo sax, ha aggiunto profondità e anima jazz;Francesco Benotti, alla chitarra, ha intrecciato linee funky e raffinate;Marcello Sutera, al basso, ha creato vibrazioni potenti che hanno fatto vibrare l’intera platea.Brani originali e cover hanno dato vita a uno spettacolo travolgente, capace di coinvolgere ogni generazione. A incantare il pubblico, la voce intensa e vellutata di Cleo Reign Stewart, un’autentica rivelazione. Le sue interpretazioni hanno risuonato nel cuore dei presenti, lasciando il segno. Accanto a lei, le percussioni di Neney Santos: ritmo puro, che ha acceso il pubblico in un crescendo di energia e partecipazione.Nel pre-show, qualche minuto per due chiacchiere con i protagonisti.

Emiliano Pari ha raccontato così la nascita del progetto: “Ci siamo conosciuti, ci siamo piaciuti e abbiamo deciso di mettere su un progetto prevalentemente strumentale, con la partecipazione di qualche guest vocale. Il nome DadFunk nasce da una frase che dico sempre: Jazz is the teacher, Funk is the preacher, citando James Blood Ulmer. Il jazz ti insegna, ma è il funk che ti parla nella pancia, che ti prende e ti smuove. Ecco perché questo nome”.

Quando gli chiediamo cosa accomuna i DadFunk agli altri artisti del festival, risponde senza esitazione: “La musica, certamente. Ma soprattutto la voglia di arrivare dritti al cuore del pubblico”. Anche Neney Santos, ormai di casa al Nocera Jazz Festival, ci regala qualche parola: “È sempre emozionante tornare qui. Ogni volta è fantastico. Amo l’atmosfera e il calore della gente. È come tornare in famiglia”.Una serata che resterà nella memoria degli spettatori per l’energia, il talento e la capacità della musica di creare connessioni vere, autentiche, che superano ogni barriera.Il Nocera Jazz Festival continua a confermarsi un punto di riferimento per gli amanti della buona musica e per chi cerca esperienze che parlano al cuore. E questo è solo l’inizio.