Il Nocera Jazz Festival decolla col sorriso: musica, storia e un pizzico di Scozia

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di Giorgia Valentini

Ore 21:30, luci accese e si parte: la terza edizione del Nocera Jazz Festival ha ufficialmente preso il volo. Ad aprire le danze è stato Biagio Russo, pianista classe ’92, salernitano d’origine, look da artista contemporaneo (occhiali sottili, sneakers comode) e talento da vendere. Appena selezionato per il Premio Saba, Biagio ha incantato tutti con una performance intensa e raffinata, tra brani inediti e improvvisazioni che hanno rapito la platea. Pubblico attento, atmosfera da cinema.A seguire, i saluti istituzionali: il sindaco Paolo De Maio ha ringraziato sponsor, organizzatori e tutta la giunta che ha spinto forte per realizzare l’evento.

Poi, il microfono è passato a Francesco Belsito, archeologo e giornalista nocerino, che con un tuffo nella storia ha raccontando il fascino del Chiostro degli Olivetani, cornice suggestiva di questa serata.Alle 22 il palco cambia volto: entra Nick, e cambia tutto.Sorriso contagioso, accento scozzese che ti viene voglia di imitare subito, voce calda e stile diretto. Nick non ha solo cantato, ha raccontato storie, ha fatto ridere, ha coinvolto tutti. Persino me, che stono come un citofono rotto, ha detto di essere fortunato: fa quello che ama, scrive canzoni, le canta, intervista celebrità che all’inizio sembrano “dèi”, ma poi diventano amici con cui fare jam session.

Uno showman autentico, leggero e mai banale.Momento da brividi? Quando ha dedicato il suo brano su New York… a Nocera. Con un sorriso ironico, ha spiegato che è la città d’origine della famiglia del suo batterista. Applausi.Nick ha trasformato il chiostro in un salotto pieno di amici, dove tutti si sono sentiti parte di qualcosa. Un’energia travolgente, che ha lasciato il pubblico con il cuore pieno e il sorriso stampato in faccia.Se questo è solo l’inizio, preparatevi: il Nocera Jazz Festival promette fuochi d’artificio.