Nelle ultime ore sono rimbalzate parecchie voce sulla situazione legata a Floriani Mussolini, esterno destro protagonista di una incredibile stagione in maglia gialloblè.
L’esterno era arrivato a Castellammare la scorsa estate dalla Lazio, con la formula del prestito con diritto di riscatto e controriscatto per i biancocelesti. Le Vespe hanno esercitato il diritto e in teoria la Lazio avrebbe controriscattato il giocatore. Almeno così sembrava.
L’operazione della Lazio rischia però di essere annullata a causa del blocco del mercato imposto dalla Covisoc, l’organo federale incaricato di monitorare la salute finanziaria delle società calcistiche, per mancato rispetto dell’indicatore di liquidità.
L’indicatore di liquidità è una sorta di “termometro finanziario” che la FIGC utilizza per capire se una squadra di calcio è in grado di pagare le proprie spese nei prossimi 12 mesi. Per farlo, si confrontano due elementi:
- Attività correnti: cioè i soldi che il club ha in cassa o deve incassare entro un anno (come crediti da sponsor, diritti TV, rate di cessioni passate);
- Passività correnti: i debiti che il club deve saldare entro un anno (stipendi, pagamenti per acquisti precedenti, tasse, ecc.).
Se il risultato di questo confronto – cioè il rapporto tra attività e passività – è almeno 0,8, significa che la società è abbastanza solida: ha entrate sufficienti a coprire l’80% dei debiti a breve termine. Se invece è sotto, vuol dire che ci sono problemi di liquidità e rischio di insolvenza.
Questo parametro è stato introdotto dopo il fallimento del Parma nel 2015, per evitare che altre società arrivino al collasso economico all’improvviso, con danni per tutto il sistema calcio.
Quanto è grave la situazione della Lazio?
Molto. I dati più recenti mostrano che la Lazio è ben lontana dal minimo richiesto (0,8). Al 31 dicembre 2024, l’indice era 0,35: significa che le entrate attese coprivano appena il 35% dei debiti a breve termine. Un valore meno della metà del minimo consentito.
Non è un caso isolato: anche nei mesi precedenti il club era sotto soglia:
- 0,44 a giugno 2024,
- 0,67 a dicembre 2023,
- 0,30 a giugno 2023.
Quindi, il problema è cronico. Ma quest’anno ha portato conseguenze più dure perché la Lazio ha violato anche altri due parametri.
Perché la Lazio non può fare mercato?
In generale, se un club non rispetta l’indicatore di liquidità, può comunque fare acquisti, ma solo se vende prima, cioè se le spese sono coperte interamente da incassi della stessa finestra di mercato.
Ma c’è una regola ancora più severa. Se oltre all’indicatore di liquidità, vengono superati anche altri due limiti, allora il blocco è totale: nessun acquisto permesso, nemmeno a saldo zero.
Questi due indicatori “aggiuntivi” sono:
- Indice di indebitamento: misura il rapporto tra debiti e ricavi. Il limite massimo è 1,2. Oltre questa soglia, il club è considerato troppo indebitato rispetto a quanto guadagna.
- Costo del lavoro allargato: misura quanto pesano gli stipendi (inclusi quelli ammortizzati), le commissioni agli agenti e altri costi legati ai tesserati, rispetto ai ricavi. Anche qui il limite è 0,8.
Nel caso della Lazio, al 31 marzo 2025, entrambi i parametri erano sforati, quindi la Federazione ha applicato la misura più dura: niente operazioni in entrata.
In questa situazione confusa si è quindi inserita l’Udinese che secondo Niccolò Schira sarebbe pronta a mettere sul piatto 4 milioni per portare l’esterno destro in Seria A a vestire la maglia bianconera.

