di Giorgia Valentini
Nel cuore pulsante di Nocera Inferiore, in Piazza Giovanni Amendola, qualcosa stride. Non si tratta solo del traffico o del ritmo quotidiano della città. A colpire l’occhio e il cuore, è lo stato di abbandono della Fontana della Fertilità, situata proprio di fronte al Municipio e accanto alla chiesa di Santa Monica, uno dei luoghi di culto più frequentati dai cittadini.Un tempo pensata per simboleggiare la rinascita e l’identità di Nocera, oggi la fontana versa in condizioni di visibile degrado. L’acqua stagnante, i segni di incuria e la totale assenza di manutenzione l’hanno trasformata in una sorta di palude urbana, lontana dall’eleganza e dalla funzione decorativa che dovrebbe avere.
A sollevare il caso, con tono critico e diretto, è stato il consigliere comunale Giuseppe D’Alessandro:“Ma in quale città un sindaco non si accorge, andando nel suo ufficio o uscendo da quell’ufficio, che l’unica fontana che si trova di fronte al municipio è diventata una palude perché nessuno del Comune fa manutenzione?!”Un appello che, più che una polemica, suona come una provocazione rivolta a risvegliare attenzione pubblica e istituzionale su un simbolo che pare dimenticato.

La Fontana della Fertilità rappresenta, almeno nelle intenzioni iniziali, un punto di unione tra arte e spirito civico. È il fulcro visivo di piazza Amendola, uno spazio che avrebbe potuto e dovuto essere un biglietto da visita per la città. Non è solo una questione estetica: il degrado di un luogo simbolico incide sul vissuto quotidiano delle persone, sulla qualità dello spazio urbano, sul senso di appartenenza.
In questo caso, il messaggio che passa è chiaro e poco incoraggiante: la bellezza pubblica non è più una priorità.Memorie del passato: la fontana “storica” relegata a Villanova. Se da un lato la nuova fontana soffre l’abbandono, dall’altro quella che un tempo rappresentava Nocera dagli anni ’50 giace, a pezzi, dimenticata e deteriorata, in uno spazio laterale alla scuola materna di Villanova.
I suoi resti — un tempo simbolo cittadino — oggi sono custoditi in modo approssimativo, quasi con imbarazzo.È un destino paradossale, quello delle fontane di Nocera: una dimenticata dopo essere stata celebrata, l’altra trascurata nonostante la centralità del luogo in cui si trova, le altre sparse per la città sigillate.Una questione di sguardi e responsabilitàIl dibattito sulla Fontana della Fertilità è solo la punta dell’iceberg.
Parla di una città che deve ritrovare la capacità di guardarsi, di prendersi cura dei suoi luoghi-simbolo. Non è solo una questione di fondi, ma di priorità, visione e attenzione ai dettagli che compongono l’identità urbana.Un restauro o una manutenzione regolare non sono un lusso, ma un dovere civico. Ridare dignità alla fontana significa anche riconoscere l’importanza dei luoghi pubblici, dell’estetica urbana, del rispetto per la memoria condivisa.Forse è il momento di tornare a vedere questi spazi non solo come elementi decorativi, ma come specchi della città e della sua comunità. E da quegli specchi, oggi, la riflessione è inevitabile.

