Si allarga il fronte degli scontenti con la presa di posizione di Futuro Democratico
La ritrovata balneabilità e la promessa di restituire il mare agli stabiesi rappresentano, almeno sulla carta, un segnale positivo. Ma per Futuro Democratico e Riformista non basta l’enunciazione di principi per parlare di risultato: servono atti concreti, visione strategica e il coraggio politico di affrontare i nodi reali che bloccano da anni la piena fruizione del nostro litorale.
“A stagione balneare ormai inoltrata, rileviamo con amarezza che gli interventi promessi restano parziali, inefficaci e, in molti casi, semplicemente tardivi”. Non si è colta l’occasione storica, secondo Futuro Democratico e Riformista, per trasformare l’arenile in un bene realmente accessibile e condiviso.
Il tema delle concessioni balneari, regolato dalla direttiva Bolkestein, è stato sistematicamente evitato. Si è preferito spostare lo sguardo altrove, mettendo “sotto il tappeto” una questione che, se affrontata con serietà, avrebbe potuto generare maggiore equità nell’accesso alle spiagge.
L’accordo raggiunto con i gestori dei lidi di Pozzano, presentato come soluzione per contrastare il caro-spiagge, si è rivelato deludente nei contenuti. Le condizioni applicate – riduzione del 30% solo per famiglie numerose, esclusione del mese di agosto, abbonamenti limitati – non possono essere considerate un reale sostegno alla cittadinanza. Sono misure parziali, poco inclusive e del tutto inadeguate a fronte di una domanda crescente di spazi pubblici e accessibili.
Ancora più grave è la totale assenza di un Piano Spiagge coerente con le linee guida del PUAD. In mancanza di un documento di programmazione che orienti in modo chiaro la gestione e l’uso delle aree demaniali marittime, qualsiasi intervento rischia di essere episodico, sbilanciato e poco trasparente.
Per Futuro Democratico e Riformista, il mare deve tornare a essere un diritto e non un lusso. Serve una pianificazione pubblica che metta al centro gli stabiesi, garantendo spazi liberi, prezzi accessibili e servizi adeguati. La gestione del litorale non può continuare a essere, secondo loro, terreno di compromessi al ribasso o trattative riservate.

