Torna al centro del dibattito politico cittadino la ex Casa del Fascio di Castellammare di Stabia, edificio di valore storico e architettonico, attualmente in stato di abbandono. A riaccendere i riflettori sulla questione è il consigliere comunale Apuzzo, che ha protocollato un’interrogazione consiliare per conoscere le intenzioni dell’amministrazione sul futuro dell’immobile.
Nella nota presentata ufficialmente al Comune in data odierna, Apuzzo evidenzia come l’ex Casa del Fascio, simbolo di un’epoca controversa ma parte integrante del patrimonio architettonico cittadino, versi oggi in condizioni di degrado. L’interrogazione chiede chiarimenti sulla destinazione d’uso dell’edificio e sulle eventuali azioni di recupero previste o già pianificate.
«I cittadini hanno diritto di sapere cosa si intende fare di questo edificio – ha dichiarato Apuzzo –. Non possiamo permettere che un bene pubblico, peraltro in posizione centrale e di grande valore storico, venga lasciato al completo abbandono. È necessario un confronto aperto e trasparente con la cittadinanza e con il Consiglio comunale».
Il consigliere chiede in particolare:
• Se esista un progetto di recupero o riconversione dell’edificio;
• Quali siano le risorse eventualmente stanziate o reperibili a tal fine;
• Se siano stati coinvolti enti sovracomunali o istituzioni culturali nella valorizzazione del bene.
L’interrogazione arriva in un momento in cui la città riflette più ampiamente sul proprio patrimonio storico e sulla necessità di coniugare memoria e rigenerazione urbana. La Casa del Fascio, costruita durante il ventennio fascista, rappresenta un pezzo della storia cittadina che, secondo il consigliere, andrebbe riutilizzato per fini pubblici, culturali o sociali.
L’amministrazione, ora, è chiamata a rispondere in Consiglio comunale. La cittadinanza attende di conoscere se la struttura potrà finalmente essere restituita alla collettività, magari trasformata in uno spazio culturale, un centro civico o una sede associativa.

