Via Spalletti, Ranieri rifiuta l’Italia, Gravina mantiene la poltrona: la FIGC è ufficialmente allo sbaraglio

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Spalletti quasi in lacrime-mn24.it

Ripercorriamo brevemente quello che è successo negli ultimi 12 mesi alla nostra nazionale: allo scorso Europeo ci qualifichiamo per il rotto della cuffia grazie alla rete allo scadere di Zaccagni contro la Croazia. Agli ottavi incontriamo i nostri “cugini” svizzeri che ci danno una lezione di calcio e ci mandano a casa.

Psicodramma, processi e riflessioni ma poi il nulla di fatto: Gravina e Spalletti restano al loro posto, i calciatori fanno qualche post e poi tutti in vacanza.

Dopo l’Europeo c’è l’appuntamento con la Nations League, utile per assicurarci un girone di qualificazione mondiale più abbordabile. Buon approccio, giochiamo bene e vinciamo molte partite. Nel momento decisivo però, ci sciogliamo nuovamente come neve al sole: nell’ultima giornata ci basta perdere con massimo una rete di scarto contro la Francia per assicurarci un quarto di finale più abbordabile e, conseguentemente in caso di passaggio turno, un girone di qualificazione da testa di serie. Risultato? Francia 3 Italia 1, Germania ai quarti e Norvegia al girone.

Le ultime, folli, 72 ore dell’Italia

Lo psicodramma annunciato 12 mesi fa si è consumato nelle ultime 72h: sconfitta con la “corazzata” Norvegia e spauracchio dei playoff per andare al mondiale. Gravina definisce inaccettabile la sconfitta pur definendo la Norvegia, che ieri ha vinto con una sola, fortunosa rete contro la modestissima Estonia, una corazzata del calcio mondiale.

Mentre Gravina si trova a Parma per il Festival della Serie A per onorare un impegno preso mesi prima e rilasciava dichiarazioni che lasciavano intendere che delle valutazioni fossero ancora in atto, Luciano Spalletti da Coverciano annunciava che era stato sollevato dall’incarico dallo stesso presidente della federazione.

Contestualmente, Spalletti annuncia che incredibilmente siederà in panchina con la Moldavia prima di abbandonare la conferenza stampa dopo la domanda : “Ti sei sentito tradito?”.

La domanda che ci poniamo allora è la seguente: ma può l’Italia, una nobile del calcio mondiale, detentrice di quattro mondiali, essere gestita come una società dilettantistica, vittima degli umori di una federazione incapace di guardare oltre il proprio naso?

L’unica soluzione a cui hanno pensato, puramente demagogica e lontana dalla direzione del calcio mondiale, é stata quella di chiamare Claudio Ranieri, il Sergio Mattarella degli allenatori, che ha declinato per fare il consulente dei Friedkin a tempo pieno.

La Germania, dopo i modesti risultati negli anni a cavallo tra il 90 e il 2000, (per modesti si intende finali mondiali, quarti di europeo, sicuramente non una mancata qualificazione al massimo torneo per tre edizioni di fila) ha completamente rivoluzionato il sistema, aprendo centri federali sparsi in tutto il territorio, investendo nella formazione dei formatori. Oggi in Germania ci sono fior fior di talenti, da Wirtz a Musiala, e sfornano continuamente allenatori sotto i 40 anni che arrivano in Bundesliga. Ricordiamo che Nagelsmann, ct della Germania ed ex allenatore del Bayern, in Italia non avrebbe i requisiti per accedere al corso da allenatore.

Ripartire dai formatori, dai centri di formazione e allentare l’attaccamento alla poltrona. Programmare, guardare ai prossimi 10 anni e non al prossimo mese perché al mondiale potremmo anche andarci ma al momento non è ciò di cui abbiamo bisogno.