Il bradisismo continua a far tremare l’area flegrea, e ora a pagarne le conseguenze è anche uno dei tesori archeologici più importanti del mondo: Pompei. Dopo la scossa di magnitudo 3.2 registrata alle 6:48 del 5 giugno 2025, un muro e una porzione di volta dell’Insula Meridionalis sono crollati all’interno del sito archeologico. Si tratta di una struttura già danneggiata dal terremoto del 1980, attualmente puntellata e in fase di restauro. Nessun danno a persone o reperti di pregio, ma l’allarme è alto.
Il direttore del Parco Archeologico, Gabriel Zuchtriegel, ha subito disposto controlli a tappeto su tutta l’area. «Pompei è un sito fragile — ha spiegato — e stiamo lavorando per verificare eventuali danni, al fine di avere un quadro completo nei tempi più rapidi possibili». La direzione ha inoltre chiesto l’intervento dell’Ingv per valutare la propagazione delle onde sismiche, considerando la distanza dall’epicentro (Agnano-Pisciarelli, circa 43 km).
«È un evento abbastanza insolito» ha commentato il vulcanologo Giuseppe De Natale, sottolineando come la scossa, seppur non intensa, abbia avuto effetti visibili su strutture già compromesse.
Intanto, nei Campi Flegrei, si registrano almeno 18 scosse nell’arco di poche ore. Anche se non si segnalano altri danni, l’inquietudine cresce tra residenti e operatori turistici. Il timore è che l’instabilità del territorio possa avere effetti non solo sul patrimonio storico, ma anche sull’economia locale, ora che la stagione turistica entra nel vivo.

