La città di Afragola si stringe nel dolore per la perdita di Martina Carbonaro, la 14enne uccisa con una pietra dall’ex fidanzato perché lei l’aveva lasciato.
Lo strazio per la perdita della ragazzina ha unito tutta la comunità afragolese, scesa spontaneamente in Piazza Municipio alle 19 di ieri per raggiungere il centro sportivo Moccia, nei pressi del quale è stato ritrovato il cadavere di Martina.
Ad Afragola, una folla composta e commossa ha risposto all’invito del sindaco Antonio Pannone, che ha chiamato a raccolta scuole, associazioni, parrocchie e cittadini per una fiaccolata in segno di cordoglio per la giovane vita spezzata tragicamente. All’appello hanno aderito in centinaia, testimoniando un dolore condiviso e profondo.
Tra i presenti, studenti, docenti e personale dell’istituto superiore “Torrente” di Casoria, diretto da Annamaria Orso, dove Martina frequentava il primo anno. Accanto al primo cittadino anche rappresentanti della Città metropolitana di Napoli, con il vicesindaco Giuseppe Cirillo e la consigliera delegata alla Scuola, Marianna Salierno.
Non è mancata la solidarietà degli altri amministratori locali. La sindaca di Arzano, Cinzia Aruta, ha contattato telefonicamente Pannone per esprimere il cordoglio dell’intera comunità arzanese, partecipando poi alla fiaccolata con la fascia tricolore. «Un dolore che ci tocca tutti – ha dichiarato –. Di fronte a una tragedia del genere, possiamo solo stringerci attorno ai familiari e alla città di Afragola».
Parole cariche di significato anche sul piano civile: Aruta ha definito quanto accaduto «un lutto che segna le nostre coscienze e che impone una responsabilità collettiva nel contrasto alla violenza di genere, soprattutto verso le giovani generazioni».

