di Marco Visconti
Ventisei famiglie residenti in via Tramontana, a Pagani, si sono costituite in un comitato spontaneo denominato “Stop Antenna 5G” per denunciare l’installazione, avvenuta in tempi rapidissimi, di un’antenna per la telefonia mobile alta 35 metri in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico e ambientale.Il 7 maggio 2025 il comitato ha presentato un esposto/querela presso la stazione dei carabinieri di Pagani, trasmesso per conoscenza anche al nucleo carabinieri tutela patrimonio culturale e alla procura della repubblica di Nocera Inferiore. Al centro dell’azione legale, una serie di presunte omissioni procedurali e violazioni normative da parte dell’amministrazione comunale e del Suap, lo sportello unico per le attività produttive.Secondo quanto denunciato dai residenti, i lavori sarebbero stati avviati senza che vi fosse stata alcuna comunicazione preventiva agli abitanti della zona, né pubblicizzazione del procedimento autorizzativo. Una mancanza grave, sottolineano, in un’area tutelata dal codice dei beni culturali (d. lgs. 42/2004) e in un contesto che, secondo legge, avrebbe richiesto il parere vincolante della soprintendenza di Salerno e di altri enti come l’Asl, l’Arpa e il parco regionale dei monti Lattari.

Il comitato contesta in particolare l’utilizzo del “tacito assenso”, reso possibile dal decorso dei 90 giorni previsti dal codice delle comunicazioni elettroniche (d. lgs. 259/2003), senza che la pratica sia stata trasmessa agli enti competenti per i necessari pareri. Inoltre, viene denunciata l’assenza di una conferenza di servizi, obbligatoria in casi che coinvolgano molteplici enti e potenziali impatti su salute pubblica, ambiente e paesaggio. La mobilitazione, intanto, si allarga: il comitato fa sapere di aver ricevuto numerose chiamate e segnalazioni anche da cittadini residenti in via Tramontano, via Perone e via Mazzini, preoccupati per le conseguenze della nuova infrastruttura e interessati a partecipare alle iniziative del gruppo.
“Ci chiediamo come sia stato possibile che una simile opera sia sorta sotto i nostri occhi, senza che nessuno ci informasse e senza che venissero rispettati i passaggi obbligatori previsti dalla legge”, affermano i membri del comitato, che chiedono l’immediato intervento delle autorità competenti.Non è solo una questione procedurale: la preoccupazione dei residenti riguarda anche i rischi per la salute legati all’esposizione ai campi elettromagnetici, che si aggiungono alla compromissione del paesaggio urbano in una zona a ridosso di abitazioni e aree naturali protette.“Chiediamo trasparenza, rispetto delle regole e la tutela dei nostri diritti. Auspichiamo che la magistratura e gli enti preposti facciano luce sulla vicenda prima che l’antenna venga messa in funzione. Ne va della salute pubblica e della legalità”, conclude il comitato, che promette di non fermarsi finché non avrà ricevuto risposte concrete

