Carcere di Secondigliano, trovati otto cellulari: sirene accese nelle carceri

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mn24.it

Otto dispositivi telefonici sono stati rinvenuti nella mattinata di oggi all’interno del carcere di Secondigliano, a Napoli, nel corso di una perquisizione effettuata dagli agenti della Polizia Penitenziaria. Si tratta, nello specifico, di sei telefoni cellulari e due microtelefoni, strumenti spesso utilizzati dai detenuti per mantenere contatti illeciti con l’esterno e gestire traffici criminali anche da dietro le sbarre.

A diffondere la notizia è stato il SAPPE (Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria), che ha elogiato l’efficacia dell’operazione ma ha anche lanciato un chiaro segnale d’allarme: l’introduzione illegale di oggetti vietati nelle carceri campane è ormai un fenomeno sistemico.

“Un intervento efficace che testimonia ancora una volta la professionalità degli agenti in servizio, ma che al tempo stesso accende i riflettori su una realtà sempre più preoccupante: la crescente presenza di dispositivi e sostanze vietate all’interno degli istituti penitenziari”, hanno dichiarato i dirigenti sindacali Raffaele Munno e Donato Vaia.

Il segretario generale del SAPPE, Donato Capece, ha sottolineato come episodi del genere dimostrino il ruolo fondamentale della Polizia Penitenziaria non solo nella sicurezza, ma anche nel percorso rieducativo dei detenuti: “L’operazione è la testimonianza della professionalità della Polizia Penitenziaria, che svolge con abnegazione e competenza l’attività di polizia, oltre che partecipare al trattamento rieducativo”.

Capece ha però ribadito la necessità di un intervento strutturale e concreto: “Si deve fare di più. Bisogna fornire alla Polizia Penitenziaria strumenti tecnologici avanzati per contrastare l’introduzione di telefonini e sostanze stupefacenti, oltre a potenziare la formazione e l’aggiornamento del personale”.