Castellammare, D’Apuzzo contro Ruotolo e Vicinanza: “Sindaco maldestro”

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mn24.it

A due giorni dall’operazione delle Forze dell’Ordine che ha portato all’esecuzione di numerose misure cautelari per associazione mafiosa riconducibili al clan D’Alessandro, l’attenzione si sposta ora sulle implicazioni politiche. Tra gli arrestati, infatti, figurano soggetti legati da un remoto vincolo di sesto grado di parentela con un consigliere comunale della maggioranza. Un dettaglio che, preso singolarmente, non configura responsabilità dirette, ma che ha suscitato un acceso dibattito pubblico.

Ad accendere la miccia è stato l’onorevole Sandro Ruotolo, che ha definito la notizia “preoccupante” e ha chiesto pubbliche spiegazioni, sottolineando l’urgenza di chiarezza in una città già più volte scossa da vicende legate alla criminalità organizzata.

Di seguito, il post scritto da Mario D’Apuzzo sul suo profilo facebook:

“A seguito dell’operazione condotta dalle Forze dell’Ordine due giorni or sono, che ha portato all’esecuzione di misure cautelari per associazione mafiosa riconducibili al clan D’Alessandro, si apprende che tra gli arrestati vi sarebbero soggetti legati da un remoto sesto grado di parentela a un consigliere comunale della maggioranza. Un vincolo che, isolato da altri elementi condizionanti, non assume alcuna rilevanza ma che ha suscitato l’interessamento dell’ On. Sandro Ruotolo che si è affrettato a bollare come “preoccupante” la circostanza , invocando pubbliche spiegazioni. A questo appello ha risposto, in modo a dir poco maldestro, il Sindaco Vicinanza, tentando di deviare l’attenzione e le responsabilità politiche sul passato, come se governare significasse sfuggire al presente. In un’affermazione rilasciata alla stampa, egli ha infatti sottolineato qualche giorno fa che il dipendente comunale attenzionato dalle indagini operava nel periodo amministrativo guidato dal centro destra, in un goffo esercizio di deresponsabilizzazione che offende l’intelligenza dei cittadini. Ma la verità non si elude: la Prefettura sciolse il precedente Consiglio comunale sulla base di un presunto fumus d’infiltrazione mafiosa che non regge alla prova di resistenza con le sentenze che hanno pienamente riabilitato consiglieri e assessori proposti per l’incandidabilità. Oggi, al contrario, le cronache giudiziarie non si fondano su mere supposizioni prefettizie, ma su atti processuali concreti e sull’intervento diretto della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Ed è a dir poco paradossale che si voglia rimestare nel passato ormai chiarito, nel mentre gli atti giudiziari più recenti ( ben due ordinanze nell’ultimo anno) gettano ombre inquietanti proprio sull’attuale assetto amministrativo. Questa volta, i nomi e le relazioni non emergono da dossier amministrativi o da valutazioni politiche, ma da ordinanze di custodia cautelare, sottoscritte da giudici che agiscono in nome della legge. Caro Sindaco, il problema è vostro. È tutto vostro, oggi come ieri. Il centrosinistra governa Castellammare da oltre trentacinque dei quarant’anni trascorsi: un dominio incontrastato che ha conosciuto vicende tragiche come l’assassinio di due consiglieri comunali e che oggi si ritrova nuovamente esposto alle interferenze di contesti opachi e relazioni imbarazzanti. Chi invoca trasparenza non può rifugiarsi dietro il passato. Chi amministra ha il dovere politico e morale di farsi carico del presente e di rispondere alla città con i fatti, non con i comunicati evasivi. Castellammare non ha bisogno di alibi, ma di verità. E la verità, prima o poi, bussa alla porta. Anche a quella di chi governa.”