Boccia-Sangiuliano, le prove smentiscono Andrea Petrella.

L’ex Capo Ufficio Stampa del Ministero della Cultura, Andrea Petrella la rinnega in diretta TV, ma le prove lo smentiscono: ascoltata la Dott.ssa Boccia per la denuncia per diffamazione aggravata presentata nei confronti dell'ex capo ufficio stampa del ministro Sangiuliano

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E’ stata ascoltata ieri dalle autorità competenti in merito alla querela per diffamazione aggravata presentata contro il signor Andrea Petrella, la dr.ssa Maria Rosaria Boccia.
All’epoca dei fatti Petrella era Capo Ufficio Stampa del Ministero della Cultura guidato dall’ex Ministro Gennaro Sangiuliano.

“La querela fa riferimento alle dichiarazioni rese dal signor Petrella durante la trasmissione televisiva “In Onda” su LA7, andata in onda il 29 agosto 2024.

In tale occasione, Petrella ha affermato:

«Non c’è alcuna nomina… evidentemente è una che vuole accreditarsi… smentisce anche che lei venga in Ufficio al Ministero? Io ho appreso la conoscenza delle vicende di questa Signora attraverso le foto che sono rimbalzate sulle testate online».

Tali affermazioni sono state smentite da evidenze documentali, tra cui conversazioni WhatsApp e fotografie, che dimostrano la conoscenza pregressa tra la Dott.ssa Boccia e il signor Petrella, nonché la partecipazione della stessa a gruppi di lavoro interni al Ministero, come “Social Ministro” e “Monitoraggio Ministro”.

La diffusione di queste dichiarazioni ha avuto un impatto significativo sulla reputazione e sull’onorabilità della Dott.ssa Boccia, amplificato dalla vasta eco mediatica che ne è seguita.

La Dott.ssa Boccia ha dichiarato:

«Ho sempre operato con trasparenza e dedizione. Le affermazioni del signor Petrella hanno leso profondamente la mia dignità professionale e personale. Confido nella giustizia affinché venga ristabilita la verità dei fatti».

La querela è stata formalmente depositata presso la Procura della Repubblica di Torre Annunziata, con richiesta di perseguire le responsabilità legali per la pubblicazione di contenuti lesivi, nonché di disporre una rettifica ufficiale e il risarcimento dei danni morali e materiali subiti”.