Juve Stabia, l’editoriale, il nostro pensiero sull’ultimo atto delle vespe della regular season che ha visto i gialloblù sfidare i blucerchiati. Gara bloccata senza andare oltre lo 0-0 che però è letale per la Sampdoria che retrocede in Serie C. Tanto rispetto da parte della Società stabiese per il momento storico degli avversari. Indossata dai calciatori della Juve Stabia una maglia celebrativa, ma senza alcun atteggiamento di festa.
Vespe che nei 90 minuti finali decidono con il pareggio un amaro verdetto: retrocessione diretta, una posizione neppure immaginabile per una squadra blasonata con calciatori importanti anche della massima serie. I risultati della 34esima di campionato, poi, decidono il prossimo sfidante per la prima dei play off: il Palermo. I rosanero avranno volontariamente scelto, visto alcune immagini del match con la Carrarese, di voler affronatre i gialloblù per metterli in difficoltà? Vedrà solo chi verrà sabato alle ore 19:30 allo Stadio Romeo Menti!
Riviviamo, con ordine, le scene salienti della Juve Stabia nello scontro con la Sampdoria.
Inizia aggressiva la Sampdoria, nel senso letterale del termine.
7′ primo cartellino del match, giallo per Niang che commette un brutto fallo su Floriani Mussolini.
12′ Thiam messo alla prova, ben superata, da Oudin.
15′ esce Altare, infortunato, entra Curto.
16′ Sibilli prova il tiro, sfera alta sulla traversa.
Sampdoria che vuole penetrare nell’area gialloblù, vespe che vogliono volare raggiungendo la metà del campo avversario.
29′ ammonito Pierobon e Bereszynski, in panchina, per proteste.
Match ancora bloccato sullo 0-0, superata la mezz’ora di gioco.
37′ sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Candellone di sinistro, sfera respinta.
42′ Piscopo per Candellone, guadagnato angolo battuto da Leone, nulla di fatto.
Il Direttore di gara concede 3′ di recupero.
Dopo un colpo di testa di Bellich, sul fondo, finisce a reti inviolate il primo tempo di Juve Stabia- Sampdoria, dove i padroni di casa hanno mostrato e dimostrato una certa territorialità convincendo e speri-Amo, vincendo nei minuti che seguiranno.
Mister Evani, alla ripresa, sostituisce Ioannou per Beruatto e Oudin per Coda.
5′ parte subito la Juve Stabia che con Candellone, su passaggio di Floriani, si spinge verso la porta di Cragno, sfera bloccata.
15′ ammonito Bellich.
16′ esce Sibilli per Akinsanmiro.
19′ Ruggero per Adorante, inspiegabilmente sfera che va a destra della porta di Cragno di pochissimo.
26′ ci prova Coda per la Sampdoria che vorrebbe rifuggire dal terzultimo posto, attento Thiam.
31′ è Rocchetti che salva un’azione pericolosissima della Sampdoria.
32′ Mister Pagliuca decide Andreoni per Floriani, Peda per Bellich.
37′ Niang voleva approfittare di essere rimasto solo dinanzia a Thiam, ma il muro, sempre attento, non gli permette di conquistare il goal. Occasione sciupata per decidere i play out.
Sampdoria che mette fuori Curto e mette in campo Abiuso, al 38′.
Mister Pagliuca fa riposare il Leone, entra Meli, ed ancora Maistro per Adorante.
Il Direttore di gara concede 4′ di recupero.
47′ ancora cambi, Piscopo per Quaranta.
Al triplice fischio, il risultato è di 0-0: Mister Pagliuca ed i suoi uomini firmano la storia per Castellammare di Stabia!
Non guardare se il tuo bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto. Guarda quanta luce c’è nel vetro
La luce permette di illuminare e mettere in risalto ciò su cui si posa. È avvolgente e rassicurante, talvolta, assume un significato di speranza, per Castellammare, invece, è la storia che si muove, che prende forma, che avvia un percorso nuovo, bello, grandioso.
Le Luci d’America, brano di Ligabue, appare performante per la Juve Stabia in quanto non è solo un invito a fermarsi ad ascoltare per capire le storie che ci stanno attorno ma a viaggiare alla ricerca di un’ispirazione e dei giusti compagni di viaggio, quelli scelti dal condottiero e da Lovisa in modo sublime.
Il suo ruvido romanticismo fa leva sulle contraddizioni e il movimento: il bene e il male, l’odio e l’amore viaggiano dentro e fuori di noi in un vortice di luci che non nascondono le macerie né la meraviglia dell’avventura delle nostre anime, macerie pronosticate dalle altre piazze, l’avventura che da soli si sono costruiti tutti i componenti della Juve Stabia!
Ligabue rappresenta le antinomie della vita attraverso le immagini delle “luci d’America” e delle “stelle sull’Africa”, un contrasto che trova un possibile comune denominatore nelle luci che ci “scappano dall’anima”: l’America è stata raggiunta, che sia l’Africa la nuova destinazione? D’altronde “certi miracoli uno può accorgersi solo da sveglio”.
Serve pane e fortuna
Serve vino e coraggio
Soprattutto ci vogliono buoni compagni di viaggio
Le luci d’America
Le stelle sull’Africa
Si accende lo spettacolo
Le luci che ti scappano dall’anima
La luce dell’Africa
Le stelle d’America
E fra distruzione e meraviglia
E tu che mi aspetti sulla soglia
Di certi miracoli uno può accorgersi solo da sveglio

