Il Napoli che non ti aspetti col Genoa: gli azzurri due volte in vantaggio si fanno riprendere per due volte dal Genoa e rimettono in discussione il discorso scudetto a due giornate dalla fine perché l’Inter nel pomeriggio con le riserve in campo ha battuto il Torino in trasferta e si porta ora a un solo punto dal Napoli a due giornate dalla fine del campionato. E ciò che è più grave, il Genoa di Vieira era in campo con diverse riserve compreso il portiere. Ma neanche questo è bastato per spingere il Napoli verso lo scudetto.
Il Napoli si fa rimontare sanguinosamente due volte dal Genoa.
Il Napoli soffre maledettamente il pressing altissimo di un Genoa che mette in grande difficoltà gli azzurri sin dal primo minuto. E ci si mette anche il nuovo infortunio alla caviglia a Lobotka, costretto ad uscire dopo dieci minuti, a complicare ancora di più la situazione. Eppure gli azzurri avevano avuto la possibilità di andare subito in vantaggio con un bel gol in progressione (una rarità quest’anno lo scatto in velocità del belga) di Lukaku che ben imbeccato da McTominay supera in velocità Vasquez (ricordatevi bene questo nome perché sarà uno dei grandi protagonisti della serata) e batte con un diagonale chirurgico il portiere del Genoa.
Il vantaggio del Napoli però è effimero e dura solo un quarto d’ora. Infatti nel giro di due minuti c’è prima una traversa colpita di testa da Pinamonti e poi con un’azione fotocopia arriva anche il pareggio del Genoa con un autogol di Meret su colpo di testa di Ahanor. Cross morbido dalla destra col mancino di Messias: sul secondo palo c’è Ahanor tutto solo. Palla schiacciata di testa in rete e 1-1. A fini statistici, la Lega calcio assegna l’autogol a Meret: la palla ha colpito il palo ed è poi stato proprio del portiere del Napoli l’ultimo tocco.
La gara che segue è abulica da parte del Napoli almeno fino alla fine del primo tempo. Poche idee e scarso gioco per il Napoli e non è possibile ciò a due sole giornate dalla fine del campionato.
Nel secondo tempo entra in campo un Napoli almeno volitivo. Si sfiora la rete con un affondo di Di Lorenzo a destra che scarica dentro per Anguissa, tra i peggiori oggi soprattutto nel primo tempo, che si divora la rete del nuovo vantaggio.
Ma il gol del 2-1 che illude i tifosi azzurri arriva al minuto 64. Secondo assist di giornata per McTominay: lo scozzese lavora palla sulla sinistra e serve il taglio di Raspadori sulla sinistra dell’area: ottimo primo controllo a seguire, poi tiro forte di sinistro e 2-1 per il Napoli. Subito dopo un gran tiro di Mc Tominay che il portiere del Genoa riesce a deviare in angolo.
Ma il Napoli stasera è in vena di rovinare la serata e il fegato ai propri tifosi, cosa che sta provando ahimè da diverse giornate di campionato e ci riesce in pieno stavolta a sei minuti dalla fine al minuto 84. Quando il Genoa sembra ormai non premere più di tanto e il Napoli sembra controllare più o meno bene il vantaggio, arriva la frittata totale degli azzurri di Conte, non immune anche lui da colpe.
Al minuto 84 cross dalla sinistra del Genoa: Vasquez, non certamente un gigante dell’area di rigore, svetta al centro e manda il pallone vicinissimo al palo, alla sinistra di Meret. Pochi minuti prima Conte aveva sostituito Raspadori con Billing adottando una tattica rinunciataria che non ha pagato assolutamente anzi è stata deleteria. In occasione del secondo gol, grave errore di Olivera che è un centrale adattato ma anche Meret non appare immune da colpe. Infine se un centrale il Napoli lo ha in panchina e si chiama Rafa Marin perché, in assenza di Buongiorno infortunato, deve giocare Olivera centrale che stasera ha dimostrato tutti i suoi limiti in occasione del secondo gol subito?
Il Napoli butta via due punti per una tattica rinunciataria che ormai non sta pagando più. Gli azzurri avevano già rischiato col Lecce e non solo. Non è possibile dopo essere andati per due volte in vantaggio, arretrare il baricentro così tanto e addirittura togliere Raspadori a un quarto d’ora dalla fine per Billing con il solo intento di alzare le barricate in difesa invece di cercare il terzo gol che avrebbe chiuso il match. Ti può andare bene una volta ma non sempre. E in questo è senza dubbio proprio Antonio Conte ad andare sul banco degli imputati dopo questo scialbo pareggio di stasera.
Ora il Napoli non ha più jolly da potersi giocare: due vittorie con Parma (che si gioca la salvezza) e Cagliari altrimenti addio sogno scudetto perché dall’Inter non ci saranno più regali. Ma il dato che emerge dal match di stasera col Genoa inopinatamente pareggiato è solo uno: questo Napoli, quello di stasera ma anche dei secondi tempi delle ultime gare, non da garanzie. Sperando che il campo sovverta questo giudizio nei 180 minuti finali di questo campionato.

