Esclusiva MN24-Maria Rosaria Boccia: “Il potere mi ha zittita. Scendo in politica perché il popolo mi ha chiamata”

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Boccia e Vanacore
Esclusiva MN24-Maria Rosaria Boccia: "Il potere mi ha zittita. Scendo in politica perché il popolo mi ha chiamata"-mn24.it

L’imprenditrice pompeiana Maria Rosaria Boccia si racconta come non ha mai fatto prima ai microfoni di MediaNews24, spaziando dallo scandalo della scorsa estate ai suoi progetti futuri legati alla politica.

Quella che si presenta ai microfoni di MediaNews 24 è una Maria Rosaria Boccia inedita, profondamente umana, lucida e consapevole nel raccontare le conseguenze di quello che è diventato l’affaire Sangiuliano-Boccia. Temprata nell’animo e nello spirito da una sovraesposizione mediatica che sicuramente non si aspettava, la Boccia ha saputo cogliere dei fiori dal letame, lanciando un suo podcast personale e preparando il terreno per il suo futuro approdo in politica su “un invito che è stato del popolo”.

Maria Rosaria Boccia a Popcorn: “La Berlinguer voleva strumentalizzarmi. Ci presenteremo alle regionali”

Intervenuta in diretta nello speciale domenicale Popcorn di MediaNews24, Maria Rosaria Boccia ha affrontato vari temi, parlando delle conseguenze psicologiche della sovraesposizione, della sua voglia di verità, riflettendo sulla trasparenza e buona fede dei media nazionali.

Le hanno oscurato il profilo Instagram. Secondo lei, perché?

Il motivo preciso non lo conosco, ma posso dirle che ogni volta che c’è un procedimento in corso o qualcosa da valutare nei tribunali o in Parlamento, sistematicamente i miei profili vengono oscurati. C’è sempre qualche problema.

Però lei non si è data per vinta.

Penso che questo sia evidente. Sono tornata sui social con un post proprio sul 7 maggio al Senato perché sento il dovere di continuare il percorso della verità. È giusto che gli italiani sappiano che oggi essere un politico o parte della cosiddetta “casta” è diventato un privilegio. Bisogna scegliere se vivere in una Repubblica democratica dove vince l’onestà, oppure il clientelismo.

Ci dica di preciso cosa è accaduto al Senato il 7 maggio.

Per la seconda volta sono state negate al Tribunale dei Ministri le chat che sono agli atti in un procedimento che mi vede indagata, non imputata, tra me e l’ex ministro Sangiuliano. È paradossale: in un’aula si usa quel materiale, mentre in un altro procedimento viene negato. Le chat sono le stesse. La politica si autodifende.

A distanza di tempo, cosa le resta di quella vicenda che l’ha resa nota?

Mi resta la consapevolezza che non viviamo in una Repubblica libera. Siamo manipolati dal potere. È come vivere dentro a un “Grande Fratello”.

Lo farebbe mai il “Grande Fratello”?

Mai. Esporsi consapevolmente è diverso dall’essere invasi. Io volevo solo raccontare la verità, non essere usata per altri scopi.

Cosa l’ha ferita di più?

L’assenza di scuse da parte della Presidente del Consiglio, che è andata in televisione a dire cose false su di me. E ancora oggi non ha ritrattato. Se chi detiene il potere non insegna che bisogna chiedere scusa quando si sbaglia, che esempio diamo alle nuove generazioni?

È quindi una crociata per tutte le donne?

È una crociata per ogni essere umano che può essere annullato dal potere.

Che ricordo ha del lavoro col ministro Sangiuliano?

Un bellissimo ricordo. Ho messo a disposizione le mie competenze gratuitamente per la cultura italiana. Quanto alla nomina, c’è stata. Il decreto è uscito con firma. Ora toccherà alle aule dei tribunali chiarire tutto.

E questi famosi occhiali con telecamera?

Sono stati usati solo due giorni. Non hanno mai ripreso nessuno senza consenso. Sono legali, venduti da un noto brand. L’informazione ha volutamente distorto la realtà, anche perché in pubblico indosso sempre occhiali diversi.

Cosa pensa del sondaggio che la dà seconda in popolarità dietro la Meloni?

Non so se sono influente, ma sicuramente sento il sostegno delle persone. Il sistema ha tentato di costruire una narrazione falsa su di me, ma gli italiani iniziano a capire.

Si sente vittima?

No. Sono stata usata per colpire qualcun altro, ma non mi sento vittima.

Si moltiplicano le voci su una sua discesa in campo in politica. È vero?

Sì. Non posso più restare dietro un profilo social. Ho fondato un partito e presenteremo presto il progetto, ho risposto a una chiamata del popolo. Correremo anche alle regionali.

E l’episodio con Berlinguer, quando lasciò il camerino?

Non era mia intenzione disertare. Ma ho capito che l’unico scopo della trasmissione era attaccare le sorelle Meloni usando me. Non mi presto a questo gioco. Non amo le registrazioni, preferisco le dirette. Voglio poter rispondere liberamente.

E il podcast con Rita De Crescenzo?

Sta andando benissimo. Abbiamo registrato tutti gli episodi. Rita è molto diversa da me, ma è autentica, allegra e sa comunicare bene con il suo pubblico. A suo modo è stato un esperimento sociale: i media nazionali hanno scritto fiumi di inchiostro sulla Boccia che invita Rita De Crescenzo, sul 7 maggio invece c’è stato il silenzio. Solo Ansa ne ha parlato.

Sente di star subendo una sorta di ostracismo perché in qualche modo la sua vicenda ha toccato le fondamenta della Repubblica?

Sicuramente quello che successe al TG1 fu unico: una rete pubblica che offre 17 minuti a un Ministro per parlare della sua vicenda, senza un contradditorio e senza interpellarmi. In quel momento vedevo una persona molto confusa, penso che le dimissioni gli siano state imposte.

Ha mai pensato di scrivere un libro?

Un libro l’ho scritto. È già pronto, ma purtroppo è stato bloccato.

Anche il libro è stato bloccato?

Sì, anche il libro. Sto scalando montagne senza corde, ma sono ancora qui.

Lei ha portato con sé un volume. Di cosa si tratta?

È il libro dell’anno della Treccani. In questo volume si raccontano i fatti più rilevanti dell’anno.

Quanto spazio è stato dedicato a Papa Francesco?

Solo mezza pagina.

E alla sua cosiddetta “spy story”?

Ben tre pagine.

Le sembra normale che una vicenda come la sua abbia avuto più spazio del Papa?

No, ovviamente il Papa è più importante. È un segnale preoccupante di come funzioni l’informazione oggi.

Cambiamo argomento. Cosa pensa della nomina a ministro di Giuli?

C’erano persone più competenti. Mi sembra sia stato un compromesso politico, un classico “colpo alla quota”.

Parliamo della sua vita privata, finita al centro di molte notizie. Quante erano vere?

Le bugie sono state tantissime. Di vero, praticamente nulla.

Come ha vissuto questa esposizione?

È stato imbarazzante. Non ho mai reso pubblica la mia vita, neppure sui social. Eppure è stata raccontata in modo violento e invasivo.

Ci sono stati anche audio diffusi pubblicamente. Può chiarire?

Sì. Il sindaco di Scafati ha registrato una nostra telefonata e l’ha consegnata a una trasmissione televisiva, tagliandone alcune parti. Il tutto è stato manipolato.

Quali erano i rapporti con il suo ex marito prima del caso?

Molto sereni. Ci siamo separati e divorziati consensualmente. Ci sentivamo ogni tanto, con rispetto.

Le sono state attribuite varie relazioni. Come risponde?

Una in particolare, con il fratello dell’attuale sindaco di Scafati, è completamente falsa. Lui stesso mi ha chiesto scusa pubblicamente per l’intervista inventata.

Su Dagospia sono apparse centinaia di foto e articoli. Perché proprio lì?

È il sito che ha fatto esplodere il caso. Sono convinta che ci sia stata una soffiata da qualcuno coinvolto direttamente.

C’è qualcosa che avrebbe voluto dire e che non le è stato chiesto?

Sì. Hanno scritto che il mio curriculum è falso, ma nessuno ha verificato o mi ha contattata. Sono state sporte oltre 20 denunce per queste falsità.

Ha mai pensato di chiudere definitivamente queste polemiche?

Penso ancora oggi che vada fatto, ma solo con persone dotate di onestà intellettuale. Chiedo solo che la rettifica abbia lo stesso spazio e risonanza della notizia falsa.